Accade a Singer Island (Palm Beach, Florida) dove il 28enne ferito Allen Engelman porta a riva il suo assalitore: “Lo farò a tranci e lo mangerò”
Uno squalo, forse confuso dal mare mosso e intorpidito fuori da Singer Island (zona costiera di Palm Beach, Ocean Reef Park, in Florida) ha attaccato alla mano sinistra un surfista questa domenica, mandandolo in ospedale per mettere punti. Il giorno dopo, in un rituale bizzarro di vendetta, il surfista con suo figlio di 5 anni ha catturato e ucciso lo squalo affermando che fosse lo stesso che aveva morso la sua mano il giorno prima. Ad essere coinvolto nell’attacco è stato il 28enne Allen Engelman, pescatore professionista di Jupiter (cittadina vicina a Palm Beach) che, disteso a bordo della sua tavola remando in attesa di un’onda da cavalcare, ha sentito la sua mano afferrata e morsa brutalmente da uno squalo tissitore di oltre 2 metri e di un peso stimato introno ai 150 kg. “Sentivo i suoi denti infilarsi dentro la mano” ha dichiarato il giovane surfista: “Stava tirando con molta forza. Con la mia mano destra ho così afferrato la sua pinna pettorale e ho iniziato a strattonarlo fino a che non mi ha lasciato andare“. Engelman ha poi raccontato di aver dato l’allarme dell’attacco ad un suo amico surfista distante pochi metri: “Lo squalo era ancora tra noi. Abbiamo così preso la prima onda e dopo appena 20 secondi eravamo di nuovo in spiaggia“.
In tutta la Florida dal 2014 sono stati 46 gli attacchi di squali ai danni di uomini e nessuno di questi è risultato fatale. Proprio in questo periodo infatti migliaia di squali migrano nei pressi delle spiagge della Florida. Dopo l’attacco, con la mano sanguinante avvolta in un asciugamano, lo sfortunato surfista è stato accompagnato al Medical Center di Santa Maria a West Palm Beach dove è stato curato con 15 punti di sutura. Engelman con la fasciatura e i punti ancora freschi è poi tornato sulla spiaggia di Ocean Reef Park lunedì per vendicarsi. Con lui il figlio Greyson di 5 anni che, con l’aiuto di una canna da pesca (e i consigli del padre pescatore), è riuscito ad avere la meglio e a portare a riva uno squalo tissitore di circa 2 metri che Engelman afferma essere stato lo stesso dell’attacco: “Mio figlio si voleva vendicare sullo squalo che mi aveva morso. L’ho riconosciuto dovrebbe essere lui. Ora che l’abbiamo pescato lo faremo a filetti e lo mangeremo“. Lo squalo tissitore è considerata una specie minacciata dal momento che la sua carne è considerata di alta qualità e le sue pinne sono uno degli ingredienti principali della celebre zuppa di pinne di pescecane, uno dei piatti tipici della cucina dell’estremo oriente. Gli attacchi degli squali tissitori sono tuttavia abbastanza comuni in Florida. Capita spesso infatti che questi pesci confondano, a causa del mare mosso, per le loro prede abituali (piccoli pesci, polpi, calamari) gli arti (piedi e mani) dei natanti. Normalmente tuttavia lo squalo lascia rapidamente la presa e le ferite sono raramente pericolose per la vita dei feriti. Molto più pericolosi, secondo l’International Shark Attack File, l’organizzazione con sede in Florida che si occupa di censire tutti gli attacchi di squali, i morsi delle tre specie responsabili del maggior numero di vittime umane: lo squalo tigre, lo squalo toro e il grande squalo bianco.