Milano-Cortina 2026, la Vonn non si pente: “Ho sognato, ma…”
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Il coraggio di osare, nonostante tutto. Questo è il concetto che Lindsey Vonn ha voluto esprimere nella lunga lettera pubblicata sui propri profili social dopo l’infortunio di domenica scorsa. Un incidente traumatico e che ha rivisto gli appassionati delle Olimpiadi invernali. Da una parte c’era chi criticava la Vonn per la decisione di scendere in pista nonostante il problema al legamento crociato. Dall’altra chi ne ha compreso e apprezzato la voglia di provarci, di regalarsi l’ultimo sogno della carriera: essere ancora competitiva per una medaglia olimpica. Milano-Cortina, però, è durata meno del previsto per lei. Alla sua prima discesa è caduta dopo aver toccato una porta, causandosi una frattura complessa della tibia per la quale sarà necessario sottoporla a più interventi per riuscire a ricomporre l’osso. Nonostante la situazione attualmente sia stabile.
La carriera della Vonn è finita: lo ha detto il padre
Lindsey Vonn mette fine, così, al suo impegno olimpico, ma anche alla sua carriera. A renderlo noto pubblicamente è il padre della quarantunenne americana, Alan Kildow, che dopo la caduta ha detto sulla figlia: “Ha 41 anni e questa è la fine della sua carriera. Non ci saranno più gare di sci per Lindsey, finché avrò voce in capitolo, lei non parteciperà più a gare“. Si chiude così la storia tra la Vonn e lo sci, nella quale ha conquistato 8 medaglie nei Mondiali e 3 nelle Olimpiadi, rendendola una delle sciatrici più forti dell’era recente. Milano-Cortina avrebbe dovuto rappresentare per lei il canto del cigno. L’ultima occasione per far mostrare a tutto il mondo le sue qualità, prima di salutare tutti con un ultimo inchino e, magari, una medaglia al collo. Le sue ambizioni, però, erano già state minate dall’infortunio al crociato prima dell’inizio dei giochi invernali. Infortunio che non l’ha spinta a fermarsi, ma ad andare avanti e provarci lo stesso per concludere la sua avventura sportiva con la soddisfazione di averci provato, nonostante tutto, e senza il rammarico di esser solo rimasta a guardare. Un concetto che la Vonn ha espresso anche nella lettera – sopracitata – che ha voluto rivolgere ai fan per aggiornarli delle sue condizioni, ma anche per lanciare un messaggio significativo.
La lettera della Vonn per i fan
“Il mio sogno olimpico non si è concluso come avevo sognato. Non è stato un finale da favola o una favola, è stata semplicemente la vita. Ho osato sognare e ho lavorato duramente per realizzarlo. Perché nelle gare di discesa libera la differenza tra una linea strategica e un infortunio catastrofico può essere di soli 13 centimetri. Ero semplicemente 13 centimetri troppo stretta sulla mia linea quando il mio braccio destro si è agganciato all’interno del cancelletto, torcendomi e causando la caduta. Il mio legamento crociato anteriore e gli infortuni passati non hanno avuto nulla a che fare con la caduta. Purtroppo, ho subito una frattura complessa della tibia che è attualmente stabile ma richiederà diversi interventi chirurgici per essere riparata correttamente. Sebbene la giornata di ieri non si sia conclusa come speravo, e nonostante l’intenso dolore fisico che ha causato, non ho rimpianti. Essere lì al cancelletto di partenza ieri è stata una sensazione incredibile che non dimenticherò mai. Sapere di essere lì con la possibilità di vincere è stata una vittoria in sé. Sapevo anche che gareggiare era un rischio. È sempre stato e sarà sempre uno sport incredibilmente pericoloso.
E proprio come nelle gare di sci, nella vita ci assumiamo dei rischi. Sogniamo. Amiamo. Saltiamo. E a volte cadiamo. A volte ci spezzano il cuore. A volte non realizziamo i sogni che sapevamo di poter avere. Ma questa è anche la bellezza della vita: possiamo provarci. Ho provato. Ho sognato. Ho saltato.
Spero che se imparerete qualcosa dal mio percorso, sia che abbiate tutti il coraggio di osare. La vita è troppo breve per non rischiare. Perché l’unico fallimento nella vita è non provarci. Credo in voi, proprio come voi avete creduto in me“.