Olimpiadi Invernali

Olimpiadi, tre azzurri davanti a tutti nella seconda prova di discesa maschile

Icona Autore Lorenzo Beccarisi
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Giovanni Franzoni

Giovanni Franzoni (Photo by Christian Petersen/Getty Images)

La Stelvio continua a parlare italiano nelle prove della discesa maschile delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Nella seconda giornata di test cronometrati, la pista valtellinese diventa il palcoscenico di una prestazione corale degli azzurri, protagonisti assoluti in una sessione in cui molti dei big internazionali hanno scelto un profilo prudente. Dopo una prima prova più equilibrata, questa volta l’Italia cambia marcia e impone il proprio ritmo. A prendersi la scena è Mattia Casse, autore del riferimento tecnico più impressionante della mattinata. Il suo tempo, 1:52.85, è il migliore in assoluto, con un miglioramento netto rispetto ai riscontri precedenti. Tuttavia, un errore di traiettoria con il salto di una porta rende il crono non valido per la classifica ufficiale. Un dettaglio formale che non cancella l’evidenza: Casse è apparso il più veloce e sicuro sul tracciato, facendo segnare distacchi superiori ai tre secondi rispetto alla prima prova.

Olimpiadi, dietro a Casse “podio” completato da Schieder e Franzoni

Con il tempo di Casse escluso, il miglior risultato valido porta la firma di Florian Schieder. L’azzurro costruisce una discesa pulita e costante, attaccando nei punti chiave e mostrando grande fluidità lungo tutta la Stelvio. Il suo distacco di appena 45 centesimi dal tempo ufficioso di Casse racconta di una prestazione solida e convincente. Ottime indicazioni arrivano anche da Giovanni Franzoni, che sceglie una gestione più accorta nella parte alta per poi aumentare progressivamente l’intensità nella seconda metà del percorso, confermando i segnali positivi già emersi nella prova inaugurale. Tra gli osservati speciali c’è Dominik Paris, che adotta una strategia differente rispetto ai compagni. L’altoatesino spinge con decisione nella fase iniziale, mantenendosi sui riferimenti dei migliori, ma nel tratto finale preferisce non forzare, chiudendo con un distacco superiore ai due secondi. Una prova evidentemente orientata più alla valutazione delle sensazioni che alla ricerca del tempo.

Olimpiadi, Odermatt e Cochran-Siegle si nascondono

Scenario opposto per molti dei grandi favoriti stranieri, che scelgono di non esporsi. Marco Odermatt mostra buoni numeri nella parte alta prima di rallentare sensibilmente, mentre Ryan Cochran-Siegle replica quasi fedelmente l’andamento della prima prova, limitandosi a testare la velocità iniziale. Tra coloro che decidono invece di spingere fino al traguardo spicca Christof Innerhofer, capace di far segnare il miglior riferimento nella sezione finale con il pettorale 24, dimostrando brillantezza e ambizioni da protagonista. Il messaggio che arriva dalla Stelvio è chiaro: nelle Olimpiadi di casa, l’Italia vuole recitare un ruolo da assoluta protagonista.