Pio Esposito bussa ancora: gol fondamentale, ma niente paragoni
Francesco Pio Esposito, Getty Images
Il gol che può valere una svolta nella corsa scudetto porta la firma di Francesco Pio Esposito. Ieri sera, nel recupero della 16ª giornata contro il Lecce, l’attaccante nerazzurro ha deciso la partita con una rete pesantissima, regalando all’Inter tre punti che profumano di possibile fuga in vetta. Un gol arrivato nel momento più delicato, che racconta non solo il peso specifico e della sempre più crescente centralità del classe 2005 all’interno di una rosa già ricca di certezze. Ancora una volta, Pio Esposito ha risposto presente quando chiamato in causa.
Sempre pronto
Il contributo del giovane attaccante trova conferma anche nei numeri. Secondo i dati Opta, tra i giocatori subentrati nei Big-5 campionati europei con più di una rete e più di un assist all’attivo, solo Saïd El Mala del Colonia (classe 2006) è più giovane di Esposito. Il nerazzurro, nato nel 2005, ha già messo insieme 2 gol e 2 assist da subentrato, un rendimento che lo colloca in una ristrettissima élite per impatto e precocità. Dati che certificano come il suo non sia un exploit isolato, ma una crescita costante, costruita anche partendo dalla panchina attraverso una gestione oculata e attenta di mister Chivu che con lui ha ottenuto grandi successi nella primavera nerazzurra. Un minutaggio centellinato, volto anche a evitare di caricalo di eccessiva pressione.
Il diktat di Bobo Vieri
Anche perché a raffreddare per il suo bene gli entusiasmi sui paragoni più ingombranti ci ha pensato Christian Vieri, che aveva invitato qualche settimana fa a evitare accostamenti affrettati. “Chi dice che è il nuovo Vieri non capisce molto, per struttura fisica ricorda più Luca Toni”, aveva spiegato l’ex centravanti, sottolineando come il profilo di Esposito vada letto con maggiore equilibrio con il chiaro intento in un certo senso di proteggerlo. Sul percorso futuro, Vieri aveva ribadito la necessità di essere quanto più possibile pazienti: “Il salto dalla B all’Inter è triplo, serve calma. Ha la testa giusta, ma non sono Harry Potter per prevedere quando esploderà”. Parole che riportano il focus sul punto centrale di ogni discorso legato all’enfant prodige nerazzurro: il talento è evidente, ma ci sono dei tempi di crescita e maturazione da rispettare.