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‘1 Point Slam’: cambia la tua vita con un…punto

Icona Autore Planetwin365.news
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Jordan Smith

Copyright Graham Denholm/Getty Images

Lo scorso 14 gennaio, a 4 giorni dal via ufficiale dell’Australian Open, andava in scena la prima edizione del nuovo format introdotto dagli organizzatori del Major australiano: il ‘1 Point Slam’. Un evento accolto inizialmente con curiosità, ma anche – soprattutto – con diversi dubbi: una “goliardata” per ingannare l’attesa del torneo principale, oppure un’idea capace di lasciare il segno? A giudicare dalla risposta del pubblico e dal clamore mediatico generato nei giorni successivi, la seconda ipotesi sembra oggi decisamente la più credibile.

UN FORMAT RIVOLUZIONARIO

Ma cosa ha reso così riuscito questo esperimento? Il successo è arrivato principalmente grazie alla sua formula tanto banale quanto spietata: un solo punto a disposizione, un solo scambio per restare in gioco. Se sbagli, sei eliminato. Nessuna possibilità di rimediare, di gestire le energie o di “entrare in partita”. Ogni round è a eliminazione diretta, uomini e donne nello stesso evento, campionissimi e amatori fianco a fianco in un mix imprevedibile che ha trasformato quello che sembrava un semplice show in un vero e proprio spettacolo autentico, rapido e adrenalinico.

Il format ha convinto proprio perché, in pochi secondi, è riuscito ad azzerare qualsiasi differenza fisica, tecnica o di esperienza. Nessuno dei “big”, infatti, pur non avendo giocato al massimo delle proprie capacità, è riuscito a raggiungere le semifinali. Un senso di imprevedibilità che ha ulteriormente acceso l’entusiasmo degli spettatori e alimentato la sensazione che nel ‘1 Point Slam’ davvero tutto potesse accadere.

IL TRIONFO DI SMITH: LA RIVINCITA DEGLI “UNDERDOG”

A trionfare è stato infatti proprio Jordan Smith, semisconosciuto australiano, classico “ragazzo di casa” cresciuto alla Castle Hill Academy di Sydney, che ha chiuso tra le lacrime, stringendo in mano un assegno da un milione di dollari: la fotografia perfetta di un sogno diventato realtà. Una vittoria costruita lungo un cammino da “underdog” in cui ha eliminato – in serie – Amanda Anisimova (numero quattro del ranking WTA), Pedro Martinez e Joanna Garland, in una finale completamente fuori da ogni previsione pre-torneo: «Non trovo nemmeno le parole per commentare. Tutto questo è incredibile». Parole semplici, ma perfette per descrivere l’effetto che il torneo ha avuto su tutti.

A dimostrazione della riuscita del progetto, inoltre, è il fatto che il ‘1 Point Slam’, oltre all’affluenza di pubblico, abbia conquistato anche i campioni, come dimostrano l’atmosfera di festa e i loro sorrisi tra un turno e l’altro.

In definitiva, il ‘1 Point Slam’ è riuscito a ribaltare i dubbi iniziali e a trasformare un’idea apparentemente folle in un successo concreto. Uno spettacolo rapido, inclusivo, spietato e imprevedibile. E dopo l’exploit di questa stagione, è inevitabile pensare che l’anno prossimo l’evento possa diventare ancora più grande e ambito. Replicare un finale così a sorpresa sarà difficile, certo, ma con le regole pazze e affascinanti del ‘1 Point Slam’ nulla sembra davvero impossibile.