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Australian Open ‘24: la prima delle quattro meraviglie di Sinner

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Jannik Sinner

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Il 28 gennaio 2024, al termine di una rimonta incredibile su Daniil Medvedev, Jannik Sinner coronava un torneo praticamente perfetto vincendo l’Australian Open. Un successo che accese definitivamente i riflettori sul tennista italiano da ripercorrere tutto d’un fiato.

Dall’esordio non perfetto a un torneo in costante crescita

L’esordio nel Major australiano è contro l’olandese Botic van de Zandschulp. Nonostante la differenza di livello tra i due, la partita risulta molto più complessa rispetto alle premesse, con Sinner che riesce ad avere la meglio dopo oltre 2 ore e 30 minuti di gioco, al termine di tre set molto combattuti (6-4/7-5/6-3): «Non è mai semplice rompere il ghiaccio. È stata la prima partita stagionale, perciò va bene. Sono soddisfatto».

Anche al secondo turno Jannik deve fronteggiare un altro olandese, Jesper de Jong. Rispetto al match precedente, però, la prestazione offerta da Sinner è decisamente di livello superiore: triplo 6-2 in poco più di un’ora e 40 minuti. Una prestazione che fa da preludio al terzo turno, dove l’azzurro mostra un livello assolutamente stellare, concedendo solamente 4 game all’argentino Sebastian Baez (6-0/6-1/6-3). Grazie a questo successo, Jannik conquista l’undicesimo ottavo di finale Slam in carriera, il terzo consecutivo a Melbourne: «Mi sento molto bene e in fiducia. Sto esprimendo un gran tennis, ma devo assolutamente restare concentrato perché adesso il livello sale ulteriormente. Devo farmi trovare pronto». E così è. 

Contro Karen Khachanov, testa di serie numero 15 del torneo, Sinner vince la quarta partita consecutiva nel torneo senza perdere set (6-4/7-6/6-3) e avanza ai quarti: ad aspettarlo c’è Rublev. Nonostante la resistenza del russo, Jannik si prende l’ennesimo successo (6-4/7-6/6-3) e conquista la prima semifinale “australiana” in carriera. È il secondo italiano dopo Matteo Berrettini, che ci riuscì nel 2022, quando venne poi sconfitto da Nadal. 

Questa volta, sulla sua strada verso la finale, c’è Novak Djokovic, numero 1 del ranking e campione in carica: «Sfida con Djokovic? Affrontare il numero 1 è sempre un piacere. Darò il 100%». In quella che per molti è vista come la “finale anticipata”, Jannik parte ancora una volta molto forte, prendendosi di forza i primi due set. Grazie a una reazione da campione, Nole vince il terzo parziale, riaprendo la semifinale. Sinner, però, non trema e chiude il match nel quarto set, conquistando così la prima finale Slam. Nella conferenza stampa post-partita, anche lo sconfitto Djokovic elogia la prestazione dell’azzurro: «Jannik è stato dominante, aggressivo e preciso. Ha giocato un ottimo match e sta giocando un super torneo».

La folle rimonta in finale su Medvedev: da 0-2 al titolo

L’inizio dell’ultimo capitolo di questa favola non è come sperato: Medvedev parte forte, giocando in maniera praticamente perfetta, e si porta in vantaggio di due set con un doppio 6-3. Anche nel terzo set, seppur più combattuto, Jannik sembra in balia del russo e sul 4-4 si rivolge al suo angolo esclamando: «Sono morto!».

Da quel momento, però, nella testa di Sinner scatta qualcosa. L’azzurro recupera i due set di svantaggio, prima di completare la rimonta al quinto e decisivo set, dopo quasi quattro ore di gioco. Grazie a questo trionfo, Sinner ottiene l’undicesimo titolo in carriera e il primo Slam, diventando il primo tennista azzurro a vincere un Major dopo Nicola Pietrangeli (Roland Garros 1959 e 1960) e Adriano Panatta (Roland Garros 1976).