Madrid 2007: la vittoria impossibile di Nalbandian
Copyright (c) 2010 Rena Schild/Shutterstock
Nel 2007, l’argentino riuscì in un’impresa straordinaria: diventare il terzo giocatore nella storia a battere i primi tre del ranking mondiale nello stesso torneo, superando Rafael Nadal, Novak Djokovic e Roger Federer. Prima di lui c’erano riusciti solo Boris Becker (Stoccolma 1994) e lo stesso Djokovic (Montreal 2007). Successivamente, soltanto Daniil Medvedev ha replicato l’impresa, alle ATP Finals del 2020.
Nalbandian, che nel 2006 era stato numero 3 del mondo, veniva da un periodo difficile senza allenatore. Ma dopo aver iniziato la collaborazione con Martin Jaite, l’argentino tornò ai suoi livelli e, poco dopo, arrivò il capolavoro di Madrid: «Ero molto concentrato, sapevo che avrei dovuto giocare un tennis incredibile per vincere, e tutto è andato per il verso giusto. Battere così tanti grandi giocatori in una settimana mi ha dato una spinta enorme»
Non era però la prima volta che Nalbandian sorprendeva il mondo del tennis: già nel 2005 aveva trionfato alle ATP Finals di Shanghai, battendo Federer in finale nonostante una forma altalenante.
Nel 2007 il torneo di Madrid si disputava ancora su campi indoor veloci, condizioni perfette per il gioco dell’argentino, dotato di uno dei rovesci più eleganti ed efficaci di sempre, spesso considerato tra i migliori della storia tra i giocatori mai vincitori di uno Slam.
Un percorso irripetibile
Il suo cammino iniziò con una vittoria in rimonta contro Arnaud Clément (5-7, 6-2, 6-4).
Al turno successivo superò Tomas Berdych in una dura battaglia (4-6, 6-4, 7-6), prima di imporsi con autorità sul giovane connazionale Juan Martin del Potro (6-2, 6-4).
Ma il meglio doveva ancora arrivare.
Nei quarti di finale Nalbandian disputò una vera e propria lezione di tennis contro Rafael Nadal, travolto 6-1, 6-2 in appena 71 minuti: «Sapevo che se avessi avuto una possibilità di battere Rafa, sarebbe stata lì: campo veloce, indoor e in altura. Le condizioni erano perfette per me. È stato incredibile, non credo di aver sbagliato un colpo».
In semifinale fu il turno di Novak Djokovic, battuto 6-4, 7-6 in un momento in cui il serbo stava emergendo come nuova minaccia per i dominatori del circuito: «Stavo giocando con grande fiducia dopo aver battuto Nadal. È stato uno dei miei migliori match contro di lui». spiegò Nalbandian.
In finale, contro Federer, la sfida assumeva un significato particolare. L’argentino aveva perso i cinque precedenti, ma quella volta riuscì a ribaltare tutto, vincendo 1-6, 6-3, 6-3 e conquistando il titolo.
Un trionfo che resta nella storia
Quella settimana a Madrid resta una delle imprese più straordinarie nella storia del tennis moderno: un capolavoro tecnico, mentale e tattico che ha consegnato Nalbandian alla leggenda.