Road to Indian Wells: il 1° Masters 1000 della stagione
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Le caratteristiche di Indian Wells
Il BNP Paribas Open è il primo Masters 1000 stagionale e, insieme al Masters 1000 di Miami, compone il cosiddetto ‘Sunshine Double’, ovvero il dittico di tornei statunitensi che tradizionalmente ridefinisce gli equilibri della stagione e della classifica dopo il Major australiano. Da sempre, per le sue particolari condizioni di gioco, il torneo californiano è considerato una prova atipica: rimbalzo alto, aria secca e scambi generalmente più lunghi rispetto agli altri tornei sul cemento per via di campi dalle velocità leggermente più ridotte, nonostante dalla scorsa stagione l’organizzazione abbia adottato un cambio nella composizione della superficie con l’obiettivo di uniformare maggiormente le condizioni a quelle di Miami e dello US Open. L’obiettivo? Rendere il gioco leggermente più rapido rispetto al passato. A incidere spesso sull’andamento degli incontri è anche il clima del deserto, con il vento, talvolta molto intenso, a complicare il controllo della palla.
Lo scorso anno Alcaraz, questa volta Sinner?
Nella scorsa edizione a trionfare è stato Carlos Alcaraz, che ha saputo adattarsi perfettamente alle condizioni grazie alla varietà del suo tennis, fatto di tecnica e capacità di alternare difesa ad accelerazioni improvvise. Anche quest’anno dunque lo spagnolo parte come candidato principale alla vittoria finale, visto il suo passato in questo torneo e la recente vittoria dell’Australian Open. Il numero 1 del mondo, però, a differenza della passata edizione, questa volta avrà un avversario in più: Jannik Sinner. L’Azzurro, infatti, nel 2025 non ha disputato il torneo a causa della squalifica legata al caso Clostebol, che lo tenne fermo per tre mesi. Fare bene dunque avrebbe un’importanza doppia per Sinner: vincere per la prima volta in carriera Indian Wells e, non avendo come detto punti da difendere, accorciare in classifica proprio su Alcaraz, chiamato invece a difendere la vittoria dello scorso anno.
Le possibili sorprese
Oltre ai primi due del ranking, attenzione anche al solito Novak Djokovic che, come dimostrato con la finale raggiunta all’Australian Open, sembra non accusare l’età che avanza e che proprio al meglio dei tre set potrebbe avere ancora più possibilità. Inoltre, da non sottovalutare anche Zverev e Daniil Medvedev, con il russo che a Indian Wells ha già raggiunto la finale in due occasioni.
Indian Wells non è un Masters 1000 come gli altri, e vincere nel deserto californiano non significa soltanto conquistare 1000 punti, ma lanciare un segnale forte e spostare gli equilibri in vista del prosieguo della stagione.