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‘The Day After Melbourne’: come cambia il ranking ATP dopo l’Australian Open

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Carlos Alcaraz

Copyright Clive Brunskill/Getty Images)

L’Australian Open 2026 ha chiuso ufficialmente il sipario sul primo Slam della stagione, incoronando Carlos Alcaraz come nuovo re di Melbourne. Per il murciano si tratta di un successo dal valore speciale: negli ultimi anni il Major australiano aveva rappresentato una sorta di tabù, l’unico tassello mancante per completare la collezione dei titoli Slam e conquistare il Career Grand Slam. Il numero uno del ranking mondiale si è preso ancora una volta la scena, anche se il torneo ha rilanciato con forza pure Novak Djokovic, tornato protagonista grazie alla sorprendente affermazione in semifinale contro Jannik Sinner, campione in carica.

ALCARAZ TRIONFA E ALLUNGA NEL RANKING

La classifica ATP subisce così qualche ritocco, sebbene senza scossoni clamorosi ai vertici, consolidando ulteriormente la leadership di Alcaraz. Il talento di El Palmar, infatti, allunga in modo significativo sul rivale italiano, salendo a 13.650 punti e portando il margine su Sinner a 3.350 lunghezze. L’azzurro, eliminato in semifinale da Djokovic, non è riuscito a completare una storica tripletta a Melbourne né a difendere i 2.000 punti conquistati con il titolo dell’anno precedente. Un vantaggio importante costruito dallo spagnolo, che tuttavia sarà chiamato a difendere un bottino importante nel corso di questo inverno, mentre il numero due del ranking avrà un calendario più favorevole fino alla fine di aprile, in cui potrà solo guadagnare, complici i 3 mesi di squalifica per il caso Clostebol.

DJOKOVIC RISALE AL TERZO POSTO, SCENDONO ZVEREV E SHELTON

Alle spalle dei due leader si riaffaccia Novak Djokovic. A 38 anni, il 24 volte campione Slam guadagna una posizione e torna sul terzo gradino del podio mondiale, superando Alexander Zverev. Il serbo resta distante dai primi due della classe, ma conferma – a sorpresa – di essere ancora estremamente competitivo nonostante l’età e il conseguente chilometraggio. Il tedesco scende così in quarta posizione, con il nostro Lorenzo Musetti a inseguirlo da vicino a circa 200 punti di distanza. Il carrarino, però, è stato costretto ad arrendersi proprio a Djokovic nei quarti di finale per un infortunio. Problema fisico che, come successivamente annunciato dallo stesso Musetti sui social, lo costringerà a saltare lo ‘swing sudamericano’ e che lo terrà lontano dai campi per circa un mese. Una situazione che, almeno nel breve periodo, non gli consentirà dunque di insidiare la posizione di Zverev.

A completare la Top 10 troviamo ancora una volta Alex De Minaur, sempre solido e continuo, capace di esprimersi ad alto livello anche nel torneo di casa, prima di fermarsi nei quarti contro Alcaraz. Taylor Fritz guadagna invece due posizioni e sale al settimo posto, scavalcando Auger-Aliassime e Ben Shelton. Proprio quest’ultimo, semifinalista nel 2025, non è riuscito a ripetere il risultato, fermandosi ai quarti contro Sinner e perdendo 400 punti, che lo fanno arretrare di due posizioni. Alle sue spalle resta stabile Alexander Bublik, che chiude la Top 10 e si conferma tra i migliori dieci del mondo.

Per quanto riguarda il tennis italiano, oltre ai soliti Sinner e Musetti, arrivano ottimi segnali anche dagli altri azzurri: Flavio Cobolli, infatti, nonostante un Australian Open terminato già al primo turno, rientra tra i primi venti con un balzo di due posizioni, così come un ottimo Luciano Darderi. Lorenzo Sonego, invece, non è riuscito a difendere il brillante risultato del 2025 (quarti di finale) e scivola fino alla 60ª posizione, perdendo addirittura venti posizioni. Da segnalare infine il notevole progresso di Francesco Maestrelli, capace di entrare per la prima volta nel main draw di uno Slam e di spingersi fino al secondo turno: per il tennista pisano arriva così il miglior ranking in carriera: numero 117.