5 cose che non sai su Pervis Estupinan
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Da quando è arrivato al Milan non è ancora riuscito a farsi amare dal popolo rossonero.
Qualche buona prestazione, ma anche tanti errori spesso elementari, che hanno portato Massimiliano Allegri a preferirgli il giovane Bartesaghi nel suo ruolo, seppur in estate la società lo avesse pagato 18 milioni di euro per strapparlo al Brighton e sostituire il partente Theo Hernandez.
Chissà se ne prossimi mesi riuscirà a stupirci e a cambiare le sorti della propria stagione, fatto sta che oggi, nel giorno del suo 28esimo compleanno, abbiamo deciso di raccontarvi 5 che non sapete su di lui.
#1 Nasce in una famiglia di calciatori
Pervis venne alla luce il 21 gennaio 1998 a Esmeraldas, città affacciata sull’Oceano Pacifico e situata al confine con la Colombia, la stessa che ha dato i natali a due figure di spicco del calcio ecuadoriano come Carlos Tenorio e Iván Hurtado. Figlio di Pervis Estupiñán Quiñónez e Dora Tenorio Guagua, è il quartultimo di cinque fratelli e ha sempre avuto il calcio nel DNA. Il padre ha avuto una breve esperienza da calciatore a livelli dilettantistici, per poi laurearsi in Sociologia all’Università Luis Vargas Torres e diventare rettore della Facoltà di Agraria. Anche in famiglia l’influenza calcistica è forte: lo zio materno è Jorge “Pattern” Guagua, ex nazionale dell’Ecuador, e anche i fratelli hanno intrapreso la carriera sportiva. Rafael ha giocato come difensore centrale nell’Espoli, mentre César ha militato nella UTC nel ruolo di terzino sinistro, lo stesso di Pervis.
#2 Il soprannome
Il soprannome che è stato affibbiato a Pervis Estupiñán è “la bala” (la pallottola) o “il proiettile”, per via della sua incredibile velocità e potenza negli scatti, oltre che nei contrasti, caratteristica che lo ha reso famoso sia in patria che in Europa. La stessa velocità con cui i tifosi del Milan hanno perso le speranze di vedergli fare una galoppata coast to coast alla Theo Hernandez, purtroppo.
#3 I primi lavori per mantenere la sua passione calcistica
Estupiñán è cresciuto in condizioni di forte disagio economico, ma non ha mai smesso di credere nel sogno di diventare un calciatore. Da bambino infatti riusciva a mettere insieme qualche soldino vendendo empanadas per strada, quanto bastava per comprarsi vestiti e magliette da calcio. Inoltre, per guadagnare qualcosa in più, trascorreva le sue giornate come raccattapalle in un circolo di tennis della zona: proprio così riuscì a concedersi il suo primo vero lusso, un paio di scarpini, lasciandosi finalmente alle spalle i dolori ai piedi causati da anni di partite improvvisate sugli spiazzi di pietra del quartiere.
#4 Lo scoprì l’Udinese
Non tutti sanno che la prima squadra italiana a investire su di lui non è stata il Milan, bensì l’Udinese, che da sempre lavora nello scouting di giovani talenti. Nel 2016 lo mise sotto contratto, quando aveva appena 18 anni, acquistandolo dal LDU Quito per 500mila euro, ma dopo appena 3 giorni dal suo arrivo lo girò in prestito al Granada (altra squadra detenuta dal presidente Pozzo ai tempi) per farlo giocare e crescere in un campionato più affine alle sue qualità. Dopo un anno, il suo cartellino fu ceduto al Watford, anche questa società detenuta da Pozzo, iniziando una serie infinita di prestiti in Liga, prima che nel 2020 il Villareal lo acquistasse per 16.5 milioni di euro.
#5 Ha vinto un trofeo che il Milan non ha mai vinto
Nelle fila del Sottomarino Giallo, Estupinan è riuscito a vincere alla prima stagione il suo primo ed unico trofeo in Europa. Una competizione che il Milan, nel corso della propria storia, non ha mai vinto ovvero l’Europa League. Quell’anno il Villareal batté il favorito Manchester United e si qualificò alla Supercoppa Europea della stagione successiva contro il Chelsea, che vinse la Champions League. Pervis entrò in campo nel secondo tempo e la partita finì 1-1 dopo i tempi supplementari, mandando la sfida ai rigori. Estupinan segnò il suo, ma purtroppo il Villareal perse la sfida ad un passo dal sollevare il suo secondo trofeo Europeo in pochi mesi.