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I veri motivi per cui Calhanoglu lasciò il Milan per andare all’Inter

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Hakan Calhanoglu

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Il trasferimento di Hakan Calhanoglu dal Milan all’Inter, nell’estate del 2021, rappresenta ancora oggi uno degli episodi più controversi del calcio italiano recente. Un passaggio diretto tra rivali cittadine che scatenò diverse polemiche, accuse di tradimento, e che generò una frattura profonda con gran parte della tifoseria rossonera. Ma dietro quella decisione, molto più complessa di quanto apparve inizialmente, si nascondevano motivazioni sportive, contrattuali e personali.

Il primo nodo fu il rinnovo di contratto con il Milan.

Calhanoglu arrivava alla scadenza dopo una stagione in crescita, culminata con il ritorno dei rossoneri in Champions League. Le trattative per il prolungamento, però, si rivelarono lunghe e complicate: da una parte il club, deciso a mantenere una linea di sostenibilità economica; dall’altra il giocatore, che chiedeva un riconoscimento maggiore sia sul piano economico sia su quello del progetto tecnico. L’accordo non fu mai trovato e, con il passare dei mesi, le posizioni si irrigidirono.

In questo contesto si inserì l’Inter, pronta a cogliere l’occasione a parametro zero. I nerazzurri offrirono a Calhanoglu un contratto leggermente più ricco (si parla di mezzo milione di Euro in più l’anno) e, soprattutto, un ruolo centrale nel progetto dell’allora tecnico di Simone Inzaghi.

Non solo un ingaggio superiore, dunque, ma anche la garanzia di sentirsi un punto di riferimento in una squadra reduce dalla vittoria dello scudetto e impegnata stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo.

A pesare sulla scelta del centrocampista turco fu anche l’aspetto umano e professionale.

Calhanoglu percepiva una fiducia totale da parte dell’ambiente interista, mentre al Milan il rapporto sembrava essersi progressivamente logorato, tra pressioni, critiche e una trattativa contrattuale mai decollata realmente. La possibilità di restare a Milano, senza cambiare città né campionato, rese il passaggio ancora più immediato.

Il trasferimento fu vissuto come un tradimento da gran parte dei tifosi rossoneri, anche per le dichiarazioni successive del giocatore e per le prestazioni offerte con la maglia nerazzurra. Con il tempo, però, Calhanoglu ha più volte spiegato che la sua decisione non fu dettata esclusivamente da motivi economici, ma dal desiderio di sentirsi valorizzato e di essere una pedina centrale in un progetto vincente.

A distanza di anni, quella scelta continua a dividere. Per il Milan segnò la fine di un viaggio insieme che non spiccò mai il volo, per l’Inter l’inizio di una nuova leadership tecnica con un nuovo ruolo.

Per Calhanoglu, fu una svolta decisiva della carriera, nel bene e nel male, che lo ha trasformato da ex rossonero discusso a pilastro del centrocampo nerazzurro.