Musica

Addio a Gino Paoli: scompare a 91 anni il poeta del “Cielo in una stanza”

Icona Autore Marco Ercole
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Gino Paoli (Getty Images)

Il 24 marzo 2026 segna la fine di un’era per la cultura italiana: si è spento all’età di 91 anni Gino Paoli, uno dei padri nobili della canzone d’autore. Nato a Monfalcone nel 1934 ma genovese nell’anima, Paoli è stato il cronista raffinato dei sentimenti, capace di trasformare frammenti di vita quotidiana in poesie immortali. La sua esistenza è stata un romanzo fatto di fughe (quella della famiglia dai titini nel dopoguerra), di impegno politico e, sopra ogni cosa, di una musica che ha saputo rivoluzionare i canoni della melodia tradizionale, portando la “scuola genovese” — condivisa con amici come De André e Tenco — sul tetto del mondo.

Gli amori infiniti e il successo travolgente

La carriera di Paoli è indissolubilmente legata alle grandi donne che hanno attraversato la sua vita e ispirato i suoi capolavori. Da Ornella Vanoni, musa di brani come Senza fine, alla passione travolgente per una giovanissima Stefania Sandrelli, dalla quale ebbe la figlia Amanda. È stato il periodo d’oro dei primi anni ’60, segnato da perle come Il cielo in una stanza (portata al successo da Mina) e l’iconica Sapore di sale. Quest’ultima, pubblicata nel 1963, lo trasformò in un vero e proprio divo, un’esperienza che lui stesso definì quasi alienante: “Ci si crede al centro dell’universo”, ammise anni dopo, riflettendo su quel successo che lo aveva reso un idolo delle folle.

La pallottola nel cuore e l’impegno civile

Dietro i riflettori, tuttavia, Paoli ha combattuto battaglie oscure. Il 13 luglio 1963 tentò il suicidio sparandosi al petto, un gesto estremo dettato da una profonda depressione: “Avevo tutto e non sentivo più niente”, spiegò. Quella pallottola, rimasta nel suo pericardio per tutta la vita perché troppo rischiosa da estrarre, è diventata il simbolo della sua resilienza. Oltre alla musica, Paoli ha servito il Paese come deputato del PCI tra il 1987 e il 1992 e, più recentemente, come presidente della SIAE. Nonostante le controversie legali e le amarezze politiche degli ultimi anni, resta di lui l’immagine di un uomo che, fino all’ultimo, ha saputo raccontare “una lunga storia d’amore” con la vita e con l’arte.