Musica

Sanremo 2026, il Festival slitta: tutte le date

Icona tempo di lettura 2 minuti di lettura
Sanremo Ariston

Copyright (c) 2021 Andrea Izzotti/Shutterstock

Il Festival di Sanremo 2026 partirà più tardi del consueto. La Rai ha ufficializzato le date della prossima edizione, che si svolgerà da martedì 24 a sabato 28 febbraio, con la conduzione affidata ancora una volta a Carlo Conti. Una scelta non casuale: il calendario televisivo è stato condizionato dalle Olimpiadi invernali Milano Cortina, in programma dal 6 al 22 febbraio. Per evitare la sovrapposizione tra due eventi di portata nazionale e internazionale, la Rai ha deciso di far slittare la kermesse musicale di qualche settimana, replicando una soluzione già adottata in passato in situazioni eccezionali.

Carlo Conti e il ritorno di Laura Pausini all’Ariston

Sul palco del Teatro Ariston, accanto a Conti, ci sarà Laura Pausini, per la prima volta nel ruolo di co-conduttrice per tutte e cinque le serate. Un ritorno dal forte valore simbolico: proprio a Sanremo la cantante faentina costruì le basi della sua carriera, vincendo tra le Nuove Proposte nel 1993 con La solitudine e tornando l’anno successivo tra i Big. Dopo anni da ospite, per Pausini si apre ora un nuovo capitolo, questa volta da protagonista della conduzione, in un’edizione che punta a unire memoria storica e rinnovamento.

Come saranno strutturate le cinque serate

Il Festival manterrà l’impostazione già sperimentata nell’edizione precedente. Martedì 24 febbraio si esibiranno tutti i 30 Big in gara. Mercoledì 25 saliranno sul palco i primi 15 Big insieme ai quattro artisti delle Nuove Proposte, che si sfideranno in due duelli diretti. Giovedì 26 toccherà agli altri 15 Big, con la finale e la proclamazione del vincitore delle Nuove Proposte. Venerdì 27 sarà dedicato alla tradizionale serata Cover, uno dei momenti più attesi dal pubblico. Sabato 28 febbraio, infine, la serata conclusiva rimetterà in ascolto tutte e 30 le canzoni in gara, prima di decretare il vincitore del Sanremo 2026. Un’edizione che cambia collocazione nel calendario, ma non rinuncia ai suoi riti.