Spettacolo

Sanremo 2026, Eros Ramazzotti infiamma l’Ariston: il recap della terza serata

Icona Autore Vincenzo Lo Presti
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Eros Ramazzotti (Photo by Teresa Biancorrosso/Getty Images)

Eros Ramazzotti (Photo by Teresa Biancorrosso/Getty Images)

Il Festival di Sanremo 2026 entra nel vivo. La terza serata, quella di giovedì 26 febbraio, ha regalato grandi emozioni. Al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini si sono alternati Irina Shayk, che incanta tutti con la sua bellezza, e Ubaldo Pantani, che diverte il pubblico con le sue imitazioni. A dare il via alla serata è la finalissima delle Nuove Proposte che vede trionfare con il 60% dei voti Nicolò Filippucci e il suo brano “Laguna”. Nonostante il premio della critica “Mia Martini” e quello sala stampa “Lucio Dalla”, solo seconda invece Angelica Bove, in gara con il brano “Mattone”. “È un sogno, grazie a tutti”, esulta l’ex allievo della scuola di Amici. Poi l’augurio per entrambi di Laura Pausini: “Vi voglio vedere non in giro per l’Italia ma anche per il mondo”. 

Premio alla carriera per Mogol

Sul palco poi sale Mogol, che riceve un premio alla carriera. Standing ovation per il paroliere della musica italiana, visibilmente emozionato: “Questa accoglienza mi ha commosso”, risponde mentre sul maxischermo passa una  carrellata di successi scritti in decadi di carriera e affidati alle voci più importanti del panorama italiano, da Lucio Battisti a Mina, da Riccardo Cocciante a Renato Zero e Bobby Solo. 

La testimonianza di Paolo Sarullo

La gara dei 15 Big in scaletta – aperta da Maria Antonietta e Colombre – è intervallata da momenti di show a 360 gradi. Come quando Pausini, assieme al Piccolo coro dell’Antoniano e a quelli di Caivano, ha intonato le dolci note di “Heal the world” di Michael Jackson mentre lo schermo alle sue spalle mostrava immagini di guerra. “Vogliamo tutti un mondo senza guerre e lo vogliamo per loro”, commenta la cantautrice indicando i bambini. E poi la struggente testimonianza contro la violenza giovanile di Paolo Sarullo, ragazzo del Savonese rimasto sulla carrozzina e con danni cognitivi gravissimi dopo un’aggressione da parte di un gruppo di coetanei. “Non si molla un ca**o” grida Paolo dopo aver detto di aver perdonato chi lo ha colpito. Oltre alle imitazioni di Ubaldo Pantani, risate anche col il duo Virginia Raffaele-Fabio De Luigi, grazie a uno sketch con l’orchestra del teatro che ha fatto da preambolo alla promozione del loro nuovo film “Un bel giorno”, in uscita nelle sale il 5 marzo. 

Eros Ramazzotti e Alicia Keys infiammano l’Ariston

E poi arriva Eros Ramazzotti, a 40 anni da “Adesso tu” con cui trionfò proprio a Sanremo nel 1986, proprio il 26 febbraio. E in quello stesso teatro della musica il brano torna a risuonare, cantato a squarciagola anche da platea e galleria, in un tripudio di braccialetti luminosi e fari di telefonini. Eros viene chiamato in scena, ancora una volta, da un video di Pippo Baudo. E arriva il tempo di “L’aurora” e del duetto con Alicia Keys, che ritarda di qualche minuto per problemi tecnici. Alla ripresa dopo lo spot pubblicitario chiamato in fretta e furia da Conti si può finalmente partire. L’Ariston applaude, chiede il bis ma Keys stavolta va da sola, con uno dei pezzi più famosi del suo repertorio: “Empire state of mind”, in cui a un certo punto sostituisce la parola “New York”con “Sanremo”. Ma lo show è anche fuori dall’Ariston, tra Suzuki stage con il medley dei The Kolors e quello di Max Pezzali sulla nave Costa, con altri pilastri della sua discografia: “Jolly blue”,”Hanno ucciso l’Uomo Ragno” e “Con un deca”. 

La top5 della terza serata di Sanremo

Tornando alla gara, Serena Brancale incanta tutti mentre Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi, si lascia andare a un “Sempre forza Bologna” al termine della propria esibizione. Al termine delle 15 esibizioni, Carlo Conti indica la top5 di serata sottolineando che non si tratta di una classifica ma di un ordine casuale. Tra i migliori ci finiscono Arisa, Serena Brancale, Sal Da Vinci, Luché e Sayf