Spettacolo

Sanremo, Conti spiega la scelta del cast: “È come comporre un bouquet”

Icona Autore Chiara Scatena
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Carlo Conti

Il Festival non è ancora partito, ma Sanremo guarda già avanti. Carlo Conti, ospite del podcast Pezzi – Dentro la musica, accende il dibattito sul 2027 e lo fa con una battuta che apre più di uno scenario: “Dopo questo, spero che tocchi a qualcun altro. Magari più giovane, aitante e belloccio”. Un identikit che fa subito pensare a Stefano De Martino.

Le idee di Conti per l’edizione 2026

Nel frattempo, l’idea per il quinto festival di Conti è chiara: più varietà musicale. “Quest’anno ci sarà spazio per il rock, il country, il rap puro, i ritmi latini, il pop e anche per il brano classico senza ritornello”, racconta. Per Conti, la vera anima del Festival sta nella scelta degli artisti: La direzione artistica è la parte più bella. Per me Sanremo finisce quando annuncio i cantanti al Tg1, poi diventa un prodotto televisivo”. A chi parla di un’edizione senza grandi nomi, Conti risponde senza esitazioni: “Renga, Raf, Patty Pravo, Luchè, Masini, Fedez, Malika Ayane, Arisa non sono big?”. E per spiegare come nasce il cast usa l’immagine di un bouquet: non sempre trovi i fiori che avevi in mente, ma scopri combinazioni nuove che funzionano.

Carlo come Pippo Baudo

Niente ossessione per gli ascolti: “Meglio qualche punto di Auditel in meno. Non bisogna montarsi la testa per i record né drammatizzare se i numeri calano, anche perché c’è una concorrenza diversa nelle prime ore”. Sul palco con lui ci sarà Laura Pausini, all’insegna della spontaneità: “È quello che rende tutto più vero”. E l’omaggio a Pippo Baudo è implicito nel suo modo di lavorare. Come Baudo, infatti, Conti mette mano anche ai brani: “Con Occidentali’s Karma suggerii di togliere l’alè che sembrava un motivato da stadio, era già fortissimo così”.