Allarme caldo al Roland Garros. Ruud: “Mi sono sentito uno zombie”
Un campo del Roland Garros (Shutterstock)
Il Roland Garros si gioca anche contro il termometro. Parigi vive giorni di caldo anomalo per maggio, con temperature stabilmente sopra i 30 gradi anche nel tardo pomeriggio. Tra i campi della Porte d’Auteuil il pubblico si rifugia nelle rare zone d’ombra e si accalca davanti alle doccette di vapore acqueo allestite nel villaggio.
Le parole di Ruud
A fare le spese del clima rovente è stato anche Casper Ruud, che pure ha portato a casa la vittoria contro Safiullin. “Ho veramente avuto un colpo di caldo“, ha raccontato il norvegese in conferenza stampa. “Ho avuto le vertigini, mi sono sentito uno zombie. Conducevo 2 set a 1, mi sono detto che dovevo abbassare la temperatura corporea e aggrapparmi per il quinto set. Per fortuna ha funzionato” ha spiegato Ruud.
L’allarme
A fare eco alle parole del tennista arriva l’allarme della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), secondo cui il caldo estremo negli eventi sportivi all’aperto è un fattore di rischio sanitario e medico-legale. Nel tennis in particolare, spiega il presidente Alessandro Miani, “le partite possono durare ore e si sommano esposizione solare, sforzo ad alta intensità, superfici che accumulano calore, umidità e ridotta ventilazione“. A rischio non sono solo i giocatori, ma anche raccattapalle — soprattutto i più giovani — e spettatori. Tra i pericoli principali: disidratazione, crampi, esaurimento da calore fino al colpo di calore e al danno renale acuto.