Bellucci-Collignon, ATP 500 di Halle: l’azzurro punta i quarti

Icona Autore Luigi Trapani Lombardo
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Mattia Bellucci (foto Shutterstock)

Mattia Bellucci (foto Shutterstock)

Mattia Bellucci non si ferma. Il tennista mancino di Busto Arsizio, dopo aver eliminato al primo turno il campione in carica Alexander Bublik con un netto 7-6(6) 6-1, si presenta al secondo turno del Terra Wortmann Open (ATP 500, Halle) forte di un momento di forma sempre più convincente sull’erba. Di fronte ci sarà il belga Raphaël Collignon, anche lui proveniente dalle qualificazioni e vincitore senza particolari difficoltà sull’australiano Alexei Popyrin con il punteggio di 6-4 6-2. Bellucci prosegue così il suo ottimo momento sull’erba, dopo i quarti di finale a Stoccarda e le qualificazioni conquistate ad Halle. La vittoria contro Bublik — con la rimonta da 6-3 nel tiebreak del primo set e il dominio totale nel secondo — ha confermato che il numero 74 del mondo sa esprimersi su questa superficie ad altissimo livello.

I precedenti tra Bellucci e Collignon

I due si sono già incontrati quest’anno, in un contesto però molto diverso: ad aprile, al Challenger di Monza su terra rossa, Collignon era testa di serie numero 1 e Bellucci terza forza del seeding. Il belga vinse il titolo. Ad Halle i ruoli si invertono almeno in termini di recente fiducia: è Bellucci ad arrivare dal successo più pesante, ma Collignon non è avversario da sottovalutare, tutt’altro.

Analisi Bellucci-Collignon

La sfida è tra due qualificati in grande forma, il che la rende ancora più aperta e imprevedibile. Bellucci porta in dote il servizio mancino — arma letale sull’erba — e la consapevolezza acquisita nel match contro Bublik. Collignon, dal canto suo, è un giocatore solido da fondo, capace di colpire con grande pulizia sia di diritto che di rovescio, come ha dimostrato a Parigi. Il pronostico è sostanzialmente in equilibrio. Se Bellucci riuscirà a imporre il suo gioco fin dai turni di battuta e a evitare lunghi scambi da fondocampo, le chances di avanzare sono concrete. Il fattore superficie, su cui l’italiano ha chiaramente più feeling in questo momento, potrebbe fare la differenza.