Cobolli ammette deluso: “Safiullin fortissimo, per me è stata dura”
Cobolli (Shutterstock)
Si interrompe subito l’avventura di Flavio Cobolli all’ATP 500 di Pechino. Il tennista romano, reduce dall’esperienza alla Laver Cup, non è riuscito a trovare le risposte necessarie contro Roman Safiullin, che ha imposto il proprio ritmo fin dalle prime fasi dell’incontro. Il russo ha chiuso la sfida con un netto 6-3 6-2, maturato in appena un’ora e 24 minuti di gioco, lasciando poco spazio alla reazione dell’azzurro. Una prestazione al di sotto delle aspettative per Cobolli, apparso in difficoltà sia sul piano fisico sia nella gestione tattica della partita. Al termine della sfida, il romano ha analizzato con lucidità le ragioni di una giornata complicata, senza cercare particolari attenuanti per la sconfitta: “Penso di non aver nulla da spiegare. È stata una partita difficile per me, prima di tutto per le condizioni che non mi hanno aiutato molto, e anche per il livello a cui ho giocato. Penso che non sia il mio livello. Forse la gente non ha capito fino in fondo quanto sia forte Roman. Bisogna accettarlo. Per me è stata una partita dura, ma per lui no. Oggi è andata così. Devo accettarlo“. Il risultato racconta dunque una sfida mai realmente entrata in equilibrio, con Safiullin capace di sfruttare le difficoltà dell’italiano e di chiudere il match senza concedergli la possibilità di riaprire i giochi.
Cosa non è andato
La sconfitta contro Safiullin ha lasciato a Cobolli anche diversi spunti di riflessione in vista dei prossimi appuntamenti della trasferta asiatica. L’azzurro non ha nascosto di non aver raggiunto una condizione fisica soddisfacente e ha individuato soprattutto nell’approccio tattico uno degli aspetti sui quali avrebbe potuto fare meglio. Contro un avversario in giornata, il romano ha infatti adottato soluzioni che, secondo la sua stessa analisi, hanno finito per favorire il gioco del russo anziché limitarne i punti di forza. A fine match, Cobolli ha spiegato proprio questo aspetto, riconoscendo di aver concesso al suo avversario le condizioni ideali per esprimere il proprio tennis: “Non sono contento della mia condizione fisica. La forma non era buona, penso forse per i problemi che ho avuto. Ma se potessi cambiare qualcosa, sarebbe il modo in cui ho giocato dal punto di vista tattico. Oggi penso di aver giocato in modo perfetto per lui; ne era davvero felice. Mi ha distrutto. Alla fine è andata così“. Per Cobolli resta ora da archiviare rapidamente il passo falso di Pechino e recuperare energie in vista del prosieguo della campagna asiatica.