Musetti al telefono durante il match con Van Assche: “Colpa dell’antidoping”

Icona Autore Giordano Grassi
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Lorenzo Musetti, Shutterstock

Un episodio decisamente fuori dal comune ha fatto da cornice alla maratona di tre ore e 33 minuti tra Lorenzo Musetti e Luca van Assche nei quarti dell’ATP 250 di Lione. Vista l’ora tarda, il carrarese si è visto costretto a richiamare l’attenzione dell’arbitro di sedia e del supervisor ATP, Rogério Santos, per chiedere un permesso speciale: accedere al proprio smartphone. “Ho bisogno di usare il mio telefono cellulare perché ho impostato la sveglia antidoping all’una di notte“, ha spiegato il tennista toscano.

Musetti e l’antidoping: il regolamento

Le severe norme internazionali impongono infatti agli atleti di specificare ogni giorno uno slot orario preciso in cui farsi trovare a disposizione per eventuali controlli a sorpresa: saltare la finestra indicata può comportare un richiamo formale, mentre tre infrazioni nell’arco di dodici mesi portano direttamente alla squalifica. Risolto il ‘problema’ e conquistata la 23esima vittoria stagionale sul campo, Musetti ha potuto concentrarsi sul recupero fisico: ad attenderlo in semifinale c’è il derby tutto italiano con Flavio Cobolli.