L’avventura di Federico Cinà al Roland Garros si ferma al secondo turno, ma il bilancio resta comunque estremamente positivo. Dopo aver superato le qualificazioni e aver impressionato all’esordio assoluto in uno Slam contro l’esperto americano Opelka in una battaglia di cinque set, il diciannovenne palermitano ha pagato inevitabilmente lo sforzo fisico accumulato nei giorni precedenti. Sul campo si è visto un giocatore ancora acerbo dal punto di vista atletico, ma dotato di un talento evidente e di soluzioni tecniche già molto interessanti. Contro Jesper de Jong è arrivata una sconfitta netta, ma anche un’altra tappa importante nel percorso di crescita di uno dei prospetti più promettenti del tennis italiano.
Il match
Il match si era aperto anche in maniera incoraggiante per Cinà, bravo a trovare subito il break e a salire fino al 3-1 nel primo set. Da quel momento però De Jong ha cambiato completamente ritmo, sfruttando la maggiore esperienza e una solidità costante soprattutto al servizio e nello scambio da fondo. L’olandese, numero 106 del ranking ATP, ha infilato sette game consecutivi prendendo in mano l’incontro e togliendo progressivamente fiducia all’azzurro. Cinà ha provato a restare aggrappato alla partita con le sue variazioni, qualche palla corta e accelerazioni improvvise di rovescio, ma spesso è apparso in ritardo negli spostamenti e poco brillante fisicamente. Nel terzo set ha anche annullato due palle del doppio break, ma ormai il match aveva preso una direzione ben precisa. De Jong ha chiuso 6-3 6-1 6-3 in un’ora e 48 minuti, conquistando per la prima volta in carriera il terzo turno di uno Slam.
Buoni spunti
Al di là del risultato, il torneo di Parigi lascia segnali incoraggianti per Federico Cinà. Il giovane siciliano ha mostrato personalità, qualità e un tennis creativo che raramente si vede in giocatori della sua età. Il salto di circa sessanta posizioni nel ranking conferma la bontà del percorso intrapreso, ma soprattutto evidenzia quanto margine abbia ancora davanti. A diciannove anni deve ancora costruirsi fisicamente per sostenere l’intensità del circuito maggiore e reggere più partite di alto livello consecutive. La sensazione, però, è che il materiale su cui lavorare sia di assoluto valore. E anche da una sconfitta come questa possono arrivare indicazioni preziose per il futuro.