Sinner, Bertolucci predica calma: “La sua assenza? Non mi preoccupa!”
Jannik Sinner (Shutterstock)
L’assenza di Jannik Sinner dal Masters 1000 di Cincinnati ha sollevato molti dubbi sulle reali condizioni del tennista altoatesino. L’infiammazione al ginocchio che lo a costretto a fermarsi e iniziare un percorso di recupero al JMedical di Torino lo costringerà a rientrare solo per l’US Open, ultimo grande Slam della stagione, portandolo a perdere punti che non incideranno però sul suo primato. Proprio riguardo le condizioni di Sinner si è espresso Paolo Bertolucci che, ai taccuini della Gazzetta dello Sport, ha voluto portare una ventata di ottimismo sullo stato di salute dell’italiano, spiegando che la sua assenza da Cincinnati non è un campanello d’allarme e che approfitterà di questa pausa per presentarsi nel migliore dei modi al prossimo appuntamento.
Le condizioni di Sinner
“La notizia, che in verità era nell’aria da un paio di giorni, della rinuncia di Jannik Sinner al Masters 1000 di Cincinnati, non deve a mio parere essere letta come un campanello d’allarme sul futuro prossimo del campione azzurro, quanto piuttosto come l’approdo meditato a una scelta che mira a proteggere il giocatore e gli consenta di affrontare gli Us Open, che inizieranno tra venti giorni, nel pieno della condizione fisica e psicologica: e sappiamo quanto conti, nei delicati equilibri della sua macchina perfetta, affrontare gli appuntamenti agonistici senza la minima ombra sullo stato complessivo della sua salute. Sicuramente il doloroso contrattempo del Roland Garros ha modificato l’approccio di Jannik e del suo team verso i guai che ciclicamente possono colpire i giocatori di altissimo livello, tanto da focalizzare l’attenzione sulla completa guarigione e sulla risoluzione del problema contingente, anche a costo di rinunciare a tornei di grande prestigio. In definitiva, la priorità del numero uno del mondo in questo momento è presentarsi allo Slam newyorkese completamente recuperato dall’infortunio al ginocchio destro che lo sta accompagnando in queste settimane. In seconda battuta, è palese che la situazione di classifica, con il numero uno praticamente certo da qui alla fine della stagione, e le difficoltà momentanee del principale rivale Alcaraz assente da aprile e con l’incognita di un rientro ancora rimandato, consigliano di non prendere rischi che possano compromettere, oltre agli Us Open, la stagione indoor autunnale che culminerà con le Finals a Torino. Anzi, proprio la giusta cautela con cui si sta muovendo Carlitos è lì a dimostrare che non serve fare gli eroi se la fretta di rientrare può incidere pesantemente sul prosieguo di una stagione o addirittura della carriera. Dunque, ci aspettiamo un Sinner al top nello Slam americano, con una sola incognita, almeno all’inizio: la mancanza di partite giocate e dunque di test agonistici che ne verifichino le condizioni generali”.
L’obiettivo di Sinner
“Di certo, Jannik avrebbe preferito mettere insieme qualche match prima di New York, anche perché dalla finale vinta a Wimbledon all’esordio sull’Arthur Ashe passeranno cinquanta giorni, e non le tre settimane scarse che separano il Roland Garros dallo Slam londinese, periodo nel quale ha scelto volontariamente di non disputare partite sull’erba, quindi con una predisposizione mentale diversa. Ribadito che l’urgenza è quella di recuperare perfettamente dall’infortunio, va detto che il cemento resta senza dubbio la superficie sulla quale ama di più giocare, e quella dove le sue capacità di adattamento si amplificano: dunque gli basterà davvero poco per ritrovare il feeling con il campo e poi con il suo gioco. Ovviamente, senza il feedback di confronti diretti prima degli Us Open, la settimana iniziale del torneo potrebbe rivelarsi un po’ complicata, soprattutto se dovesse ritrovarsi ad affrontare avversari rodati e a loro agio sul veloce, ma il livello mostrato a marzo sul cemento di Indian Wells e Miami, e poi anche sui prati di Wimbledon, gli dà un vantaggio così ampio sul resto della concorrenza da permettergli di gestire eventuali ostacoli che gli si presentassero davanti nei primi passi del percorso americano. A questo proposito, conoscendone la maniacalità quasi ossessiva nella preparazione, sono convinto che Sinner, quando sarà a New York, utilizzerà i dieci giorni di preparazione per allenarsi contro giocatori solidi e forti, funzionali a un rapido recupero delle sensazioni di gara, magari allestendo con loro partite tre su cinque“.