Sinner e i giocatori alla carica: no al doppio misto agli US Open

Icona Autore Iacopo Erba
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Jannik Sinner - Shutterstock

La questione legata alla redistribuzione dei ricavi nei tornei dello Slam continua ad agitare il mondo del tennis e potrebbe presto aprire un nuovo fronte di tensione. Dopo le iniziative messe in atto durante il Roland Garros e i successivi confronti con gli organizzatori di Wimbledon, diversi protagonisti del circuito starebbero valutando ulteriori azioni per far sentire la propria voce. Nel mirino dei giocatori sarebbe finita questa volta l’edizione 2026 degli US Open, ultimo Major della stagione, in programma tra la fine di agosto e la metà di settembre sui campi di Flushing Meadows.

Il ruolo di Jannik

Tra i tennisti coinvolti nelle discussioni figurerebbe anche Jannik Sinner, insieme ad altri nomi di primo piano del panorama internazionale. Secondo indiscrezioni provenienti dalla stampa britannica, l’ipotesi presa in considerazione sarebbe quella di disertare il torneo di doppio misto, trasformandolo in uno strumento di pressione nei confronti delle istituzioni che gestiscono gli eventi del Grande Slam. L’obiettivo sarebbe ottenere condizioni economiche più favorevoli e una revisione ulteriore delle attuali modalità di distribuzione degli introiti generati dalle competizioni più prestigiose del calendario. Questo perché secondo i giocatori il passo in avanti che è stato fatto non è ancora sufficiente per garantire a tutti la sopravvivenza nel circuito stesso.

Un potenziale problema

Una simile iniziativa andrebbe a colpire direttamente uno dei progetti su cui la federazione statunitense ha investito maggiormente negli ultimi anni. La nuova formula del doppio misto, concentrata interamente nella settimana inaugurale degli US Open, è stata pensata per attrarre pubblico, sponsor e attenzione mediatica grazie alla presenza delle grandi stelle del circuito. Tuttavia, questa organizzazione comporta anche una permanenza più lunga a New York per molti atleti. Una rinuncia coordinata da parte dei migliori giocatori ridurrebbe notevolmente l’interesse verso l’evento e potrebbe spingere gli organizzatori a riaprire il dialogo sulle richieste economiche avanzate dai protagonisti del tennis mondiale.