Sinner, il ginocchio non dà tregua: cosa affligge Jannik

Icona Autore Iacopo Erba
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Jannik Sinner (Shutterstock)

La mancata presenza di Jannik Sinner al torneo di Pechino conferma che il problema al ginocchio destro non è ancora superato. Sinner, che nelle ultime ore si era mostrato pubblicamente soltanto in occasione della sfilata di Gucci a Milano per la Fashion Week, continua dunque il percorso di recupero lontano dai campi. Secondo quanto riportato da Gabriele Parpiglia nella sua newsletter, dopo l’evento il giocatore si sarebbe recato alla clinica La Madonnina per sottoporsi a ulteriori accertamenti sul ginocchio. Gli esami avrebbero permesso di definire con maggiore precisione la natura dell’infiammazione tendinea extra-articolare già riconosciuta ufficialmente. Secondo il giornalista, si tratterebbe della ITBS, ovvero della sindrome della bandelletta ileotibiale: “La bandelletta ileotibiale è una fascia di tessuto fibroso, spessa, robusta, poco elastica. Nasce dal bacino, scende lungo tutto il lato esterno della coscia e si aggancia alla tibia, appena sotto il ginocchio. È un cavo d’acciaio che stabilizza la gamba. Il guaio nasce proprio sopra il ginocchio. Lì la bandelletta passa sopra una sporgenza del femore, l’epicondilo laterale. Ogni volta che il ginocchio si piega e si distende, ci scorre sopra, finché i tessuti tra fascia e osso si infiammano. Ed ecco perché si parla di “extra-articolare”: il danno non è dentro il ginocchio. È fuori. Sul lato esterno”.

Come si supera

Il trattamento della sindrome prevede innanzitutto un periodo di riposo, accompagnato dalla fisioterapia e da un lavoro mirato sul rafforzamento di anca e glutei. A questi interventi possono aggiungersi terapie fisiche e, qualora necessario, infiltrazioni, con l’obiettivo di ridurre l’infiammazione e consentire a Sinner di recuperare progressivamente la piena funzionalità del ginocchio. Il ritorno all’attività agonistica dovrà comunque essere graduale, attraverso un incremento controllato dei carichi di lavoro e senza forzare i tempi del recupero. Soltanto nel caso in cui l’approccio conservativo non dovesse produrre i risultati sperati potrebbe essere presa in considerazione un’eventuale soluzione chirurgica. Si tratta, però, dell’ipotesi più estrema e remota, riferita da Parpiglia sulla base del consulto con un professore. E il problema riguarda anche il prossimo appuntamento in calendario: dopo il forfait di Pechino, infatti, Sinner dovrebbe rinunciare anche al Masters 1000 di Shanghai, in programma dal 7 al 18 ottobre: “Anche quella presenza, possiamo anticiparlo, salterà”.