US Open 2026, dubbi su Alcaraz. L’esperto: “Sarei sorpreso di vederlo giocare”
Carlos Alcaraz - Shutterstock
Il conto alla rovescia verso gli US Open 2026 è iniziato, ma la presenza di Carlos Alcaraz a Flushing Meadows resta tutt’altro che scontata. Il torneo prenderà il via domenica 30 agosto e il fuoriclasse spagnolo è ancora regolarmente iscritto, ma il lungo stop e le poche garanzie sul piano fisico alimentano i dubbi sul suo rientro.
I dubbi sul rientro di Alcaraz
Alcaraz non disputa una partita ufficiale dalla metà di aprile e, considerando le caratteristiche dello Slam newyorkese e il percorso necessario per arrivare fino in fondo, le possibilità di vederlo in campo sembrano ridursi. A confermarlo è Stephen Smith, fondatore e CEO di Kitman Labs, azienda specializzata nella scienza dello sport e nell’intelligenza applicata alle prestazioni. Intervistato da Tennis365, Smith si è mostrato scettico sulla partecipazione dello spagnolo: “Considerando la pazienza che hanno dimostrato in questi mesi, sarei sorpreso di vederlo a New York. Se si adotta un approccio del genere, perché imbattersi subito in uno dei tornei più duri dell’anno? Dovrebbe essere un percorso graduale”.
L’infortunio di Alcaraz e la gestione dello stop
L’esperto ha poi analizzato la situazione del sette volte campione Slam, soffermandosi sulla gestione del suo infortunio. Alcaraz è alle prese con una tenosinovite, problema legato al sovraccarico che ha già interessato anche altri giocatori del circuito, tra cui Emma Raducanu e Jack Draper. “Stanno gestendo tutto con molta attenzione e, per certi versi, penso che sia un buon segno perché è evidente che prendano le cose molto sul serio”, ha spiegato Smith. Secondo l’esperto, rispetto ad altri giocatori che hanno scelto di accorciare lo stop per tornare rapidamente in campo, nel caso di Alcaraz si sta seguendo una strategia differente: “Prendiamoci una pausa, evitiamo di avere altri problemi al ritorno”. Una prudenza che potrebbe indicare la volontà di evitare ricadute, anche se Smith sottolinea quanto sia difficile valutare la situazione dall’esterno: “O la situazione è talmente complicata che continua ad avvertire dolore, oppure stanno dimostrando di avere molta pazienza e di voler fare le cose nel modo giusto. Ovviamente, non facendo parte del team medico, è difficile capire di cosa si tratti. Speriamo sia così per il suo bene”.