Juventus, Spalletti severo: “Non so ancora con chi ho a che fare”. E sulla Nazionale…
Luciano Spalletti (Shutterstock)
La Juventus batte il Genoa 2-0, ma non senza difficoltà. La vittoria è preziosa per i bianconeri che si portano così a -1 dal Como quarto in classifica, ma la prestazione del secondo tempo non è piaciuta a Spalletti che nel post, ai microfoni di Sky, ha espresso un giudizio severo sui suoi uomini: “Assolutamente non è stanchezza, ieri e ieri l’altro non ci siamo allenati, li ho lasciati stare perché c’era da recuperare. Si è dato 2 giorni liberi, un allenamento e mezzo e poi staccato, si sono portati in campo a camminare, per cui non è così. Ogni tanto si accetta di essere la versione inferiore di noi stessi. Dopo 6-7 mesi che sono qui non sono ancora certo di quello con cui ho a che fare. Non è possibile fare un primo tempo del genere e dopo un secondo tempo così… E se poi capita l’episodio e segnano il rigore, diventa una serata difficile”.
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Spalletti sulla Nazionale: “Io non ne sarei uscito”
Poi, inevitabilmente, gli è stato chiesto della Nazionale: “Come ho vissuto l’eliminazione? Malissimo e giuro che quando è finita la partita contro la Bosnia mi sono immaginato di essere Gattuso, il primo pensiero è andato a lui. Se fossi stato ancora lì e mi fosse successo a me in quella temperatura, in quello stadio. Io veramente non ne sarei uscito, a seconda di come sei fatto quando te le schiodi di dosso? È impossibile. Io l’ho subita tanto, in una maniera forte, mi ha creato una non reazione, non ce la facevo a parlare di calcio, mi sono quasi nascosto dal dispiacere”.
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Spalletti e il problema della Nazionale
E poi ancora: “Udinese-Como su 33 in campo ce n’erano solo 2 italiani, questo fatto è fondamentale perché bisogna tentare di tutelare i nostri talenti. Non voglio fare quello che dà consigli, ma se non ce la facciamo da soli ad avere l’affetto per i nostri giocatori. Se non ci si fa a tutelarli. la nostra Nazionale è forte, ve lo aveva fatto vedere anche con Gattuso e lui per quanto mi riguarda aveva fatto scelte corrette, quelli sono i più forti. Gli episodi hanno determinato, non è che ora siamo i peggiori, c’è la lettura delle partite che fa la differenza. Il calcio è uno sport episodico”.