Giro d’Italia, Magnier è la prima maglia rosa

Icona Autore Iacopo Erba
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Il Trofeo Senza Fine del Giro D'Italia (Shutterstock)

Il Giro d’Italia 2026 si apre nel segno di Paul Magnier. Il 22enne francese della Quick-Step conquista la prima tappa da Nesebar a Burgas e si prende immediatamente anche la maglia rosa, confermando tutto il talento che negli ultimi mesi lo aveva imposto come uno dei velocisti emergenti più interessanti del panorama internazionale. Sul traguardo bulgaro Magnier ha battuto Tobias Lund Andresen ed Ethan Veron al termine di una volata caotica e ad altissima tensione. Delude invece Jonathan Milan, tra i grandi favoriti della giornata, soltanto quarto dopo un finale complicato per la Lidl-Trek. Nella top ten trova spazio anche Giovanni Lonardi, sesto al traguardo.

La clamorosa caduta

La tappa inaugurale è stata però segnata soprattutto da una pesante caduta avvenuta a circa 600 metri dall’arrivo. Nel momento decisivo della corsa, con il gruppo lanciato ad altissima velocità verso lo sprint finale, un contatto nella parte anteriore del plotone ha coinvolto numerosi corridori, spezzando di fatto il gruppo e tagliando fuori gran parte degli uomini più attesi. Tra i penalizzati anche velocisti di primo piano come Kaden Groves e Dylan Groenewegen, rimasti intrappolati nel caos senza possibilità di rientrare. Il finale è diventato così una sorta di rodeo tra pochi superstiti, con soltanto una quindicina di corridori ancora realmente in grado di giocarsi la vittoria. Magnier, invece, è riuscito a restare lucido e ben posizionato nel momento più delicato della giornata.

La cronaca della tappa

La corsa era partita da Nesebar con una fuga a due composta da Manuele Tarozzi e Diego Sevilla, controllata senza particolari problemi dal gruppo guidato da Lidl-Trek, Quick-Step e Unibet Rose Rockets. Sevilla si era preso entrambi i GPM di Cape Agalina, conquistando virtualmente la prima maglia azzurra del Giro, mentre Jonathan Milan aveva lanciato subito segnali importanti imponendosi nello sprint intermedio di Sozopol per il terzo posto. Tutto si è deciso però negli ultimi chilometri di Burgas. Il gruppo è entrato ad altissima velocità nel tratto finale, con continui cambi di posizione e una rotonda ai -3 km che ha ulteriormente scompaginato le squadre dei velocisti. La Lidl-Trek ha perso uomini preziosi e Milan si è ritrovato senza treno, costretto a inseguire la ruota di Magnier. Dopo la maxi caduta ai -600, Andresen ha lanciato per primo la volata, ma il francese della Quick-Step lo ha saltato con grande potenza negli ultimi metri, andando a conquistare tappa e maglia rosa.