Chiellini sulla crisi del calcio italiano: “Speriamo di aver toccato il fondo, ma il talento c’è”
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Dal palco del Festival della Serie A di Parma, Giorgio Chiellini ha affrontato uno dei temi più delicati del calcio italiano: la crisi della Nazionale e la necessità di ritrovare un’identità smarrita dopo anni difficili. L’attuale Director of Football Strategy della Juventus non ha nascosto l’amarezza per il momento attraversato dall’Italia, soffermandosi in particolare sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali.
Il rammarico per il terzo Mondiale saltato
“Non possiamo nasconderci”, ha spiegato Chiellini. “Saltare tre Coppe del Mondo di fila rappresenta un peso enorme. Due delle ultime esclusioni le porto ancora dentro e le sento profondamente. È evidente che qualcosa si sia perso lungo il percorso e che ci sia bisogno di recuperare un’identità chiara. Questo, però, non significa che sia tutto da rifare: il talento esiste, ma deve essere valorizzato e sviluppato meglio. Probabilmente è arrivato il momento di tornare a concentrarci sui principi che hanno reso grande il calcio italiano”.
“Raggiunto il punto più basso”
L’ex capitano azzurro ha poi allargato il discorso all’intero sistema calcistico nazionale, sottolineando il ruolo centrale della Serie A nel processo di rilancio. “Il nostro campionato ha responsabilità e potenzialità che altri contesti non possiedono. Abbiamo attraversato un momento molto difficile e speriamo di aver raggiunto il punto più basso. La sensazione è che ci sia finalmente la volontà di costruire un progetto condiviso, con persone disposte a lavorare nella stessa direzione. Per invertire la rotta servono programmazione, idee e coraggio, senza limitarsi a raccontare una realtà migliore di quella che è”.
Sui giovani dell’Under17
Chiellini ha infine dedicato un passaggio al lavoro svolto dalle selezioni giovanili, ricordando con affetto il successo conquistato con l‘Italia Under 19 agli Europei del 2003 in Liechtenstein. “In quella squadra c’erano tanti ragazzi che hanno poi costruito ottime carriere. Alla guida c’era Francesco Rocca? No, c’era Paolo Berrettini, una figura storica e fondamentale per il settore giovanile azzurro. Vedere oggi l’Under 17 arrivare in finale è un segnale importante e testimonia la qualità del lavoro che viene portato avanti. Le basi per il futuro ci sono, ora bisogna riuscire a trasformare quel potenziale in risultati anche ai livelli più alti”.