FIGC, primo consiglio per Malagò: i temi trattati e le nuove nomine
Giovanni Malagò (Shutterstock)
L’era di Giovanni Malagò alla guida della FIGC parte all’insegna della mediazione. Nel primo Consiglio federale dopo l’elezione del 22 giugno, il nuovo presidente ha dovuto modificare i piani iniziali per evitare divisioni e preservare quell’unità che considera fondamentale per affrontare le sfide del calcio italiano.
La questione delle nomine
L’idea iniziale era quella di confermare Umberto Calcagno nel ruolo di vicepresidente vicario, ma la proposta ha trovato la netta opposizione della componente dilettantistica guidata da Giancarlo Abete, che ha sollevato obiezioni di carattere politico. Per evitare uno scontro interno, Malagò ha cambiato strategia: il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, è stato nominato vicepresidente vicario, mentre Calcagno è rimasto vicepresidente. Una soluzione condivisa da tutte le componenti e approvata all’unanimità, senza necessità di votazione. La scelta riconosce anche il peso della Serie A, protagonista nell’elezione di Malagò e ora chiamata a contribuire concretamente allo sviluppo del sistema. In questo senso, il consigliere federale e presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha confermato la disponibilità della Lega a individuare forme di sostegno economico per il bilancio federale, messo sotto pressione anche dalla mancata qualificazione della Nazionale all’ultimo Mondiale.
Le urgenze e gli altri temi
Domani Malagò incontrerà nuovamente il ministro Andrea Abodi per affrontare i temi più urgenti: il rifinanziamento dei vivai dopo la redistribuzione dell’1% della mutualità, nuove tutele normative per i giovani calciatori e un piano strutturale per favorire la costruzione dei nuovi stadi. Restano sul tavolo anche dossier come tax credit, IRAP e pubblicità delle scommesse, ma non rappresentano le priorità immediate. Nel corso del Consiglio è arrivata anche la conferma dell’ammissione ai campionati di tutte le società professionistiche che hanno presentato la documentazione richiesta. L’unica eccezione è la Ternana, esclusa per il mancato deposito degli atti, con il posto che sarà assegnato al Foggia. Infine, il rapporto SIAE presentato in Consiglio conferma il ruolo centrale del calcio nello sport italiano: rappresenta l’82% degli eventi organizzati, il 75,1% degli spettatori e il 71,7% della spesa complessiva del settore. Un punto di partenza che Malagò punta a trasformare in una base solida per rilanciare il movimento.