Inter, Barella: “Chiuderò qui la mia carriera!”. Poi parla del prossimo anno
Nicolò Barella, Inter (Shutterstock)
Il presente, il futuro, il passato e i compagni di squadra. Ha parlato di tutto questo Nicolò Barella nell’intervista rilasciata ai taccuini della Gazzetta dello Sport. Il centrocampista dell’Inter si è proiettato alla prossima stagione, a quello che dovrà fare la squadra nerazzurra e a quello che Chivu gli chiede di fare per provare a mantenere il titolo. Barella ha parlato anche del suo futuro, non negando la volontà di chiudere la sua carriera in nerazzurro, continuando a crescere e a vincere come ha fatto fin dal suo arrivo sotto la gestione di Antonio Conte. Nella parte conclusiva della sua intervista, il centrocampista ha parlato anche dei suoi compagni ad Appiano Gentile e della Nazionale Italian.
Il lavoro di Chivu e la crescita personale di Barella
“Chivu ci sta chiedendo di migliorare ancora di più rispetto all’anno scorso. Vogliamo riprendere come abbiamo finito, quindi giocando il nostro miglior calcio. È un ritiro intenso. C’è chi lo vive meglio, chi si stanca un po’ di più, chi ha bisogno di più tempo per trovare la condizione perfetta. Da me in particolare vuole che dia una mano alla squadra con le mie caratteristiche. Ora che manca Lauti, che avevo sentito prima della finale, mi chiede anche di farmi sentire un po’ di più, di fare un po’ il capitano. Dal primo giorno che il mister è arrivato mi ha sempre dato fiducia e trattato in una maniera incredibile”.
L’anno che sta per iniziare…
“Da quando sono arrivato all’Inter, quindi prima con Conte, poi con Inzaghi e ora con Chivu, l’obiettivo è sempre stato vincere. Poi ci sono stati anni in cui siamo stati più bravi e altri meno. Quest’anno è uguale. Ciò che cambia è che l’anno scorso abbiamo vinto campionato e Coppa Italia e ora per fare bene dobbiamo vincere di nuovo entrambe più la Supercoppa, oltre che cercare di fare meglio in Champions. Sarà difficile, ci vorranno tante energie, però i nostri obiettivi sono quelli. Per quanto riguarda me stesso, vado verso un’annata in cui cerco di sviluppare un gioco un po’ diverso, dato che il mio corpo ogni tanto risponde in maniera differente. Sto provando a giocare un calcio un po’ più ‘furbo’ in termini di gestione, più conservativo. Il nostro modo di giocare, con i quinti che ci aiutano a buttarci avanti, me lo permette. Ho 29 anni e non più 23 come quando sono arrivato“.
Barella vuole chiudere la carriera all’Inter
“Non ho mai pensato di diventare il giocatore che ha fatto più assist nella storia dell’Inter, però lo sono diventato. Non ho mai pensato nemmeno di diventare vice capitano. Però se mi chiedi se era quello in cui speravo dico sì. Come vorrei diventare ad esempio il calciatore con più presenze con questa maglia, ma non ci penso. Quando sono arrivato qui mi sono solo detto: vado a giocare nell’Inter per dare tutto e vincere tutto. Potevo fare ancora meglio, ma sono orgoglioso del percorso fin qui. Se voglio chiudere la carriera all’Inter? Sì. Poi dipende da quanto invecchio velocemente“.
Barella e la Nazionale
Barella commenta anche il periodo complicato vissuto dopo la mancata qualificazione con l’Italia al Mondiale: “Quel filotto arrivava dopo la delusione della mancata qualificazione al Mondiale. Quando tocchi il fondo, e per me era la seconda volta che perdevo un playoff, puoi soltanto risalire. Mi sono passati vari pensieri per la testa. Poi insieme agli altri compagni abbiamo provato a pensare positivo. Io, senza più tenermi tutto dentro, ho capito che non dovevo farmi condizionare da quello che era successo per quanto brutto fosse stato e mi sono rimboccato le maniche dopo quei mesi in cui venivo dalla finale di Champions persa e poi da quella delusione Mondiale“. Sul 2030 Barella ha aggiunto: “È quello che vorrei più di tutto in azzurro, andare almeno una volta la Coppa del mondo e giocarmela. Il mio percorso in Nazionale è iniziato con la vittoria di un Europeo e poi mi sono ritrovato a non giocare due Mondiali. Un approccio incredibile e poi una discesa. Questo mi lascia incompleto“.
Barella sui compagni
“Quando Petar (Sucic, ndr) tocca il pallone ti accorgi che ha il calcio dentro. Qui si è ritagliato uno spazio importante ed è diventato un titolare della sua nazionale che negli ultimi anni ha giocato ottimi Mondiali ed Europei. Alek (Stanvokic, ndr) è sempre stato un ragazzo maturo ma ora ancora di più. È andato via dalla sua comfort zone, ovvero l’Inter, ed è cresciuto tanto. Ha grandi qualità e sono sicuro che in stagione ci darà una mano. Massolin ha grandissima fisicità e buonissima tecnica. E giocatori che abbinano le due cose sono molto difficili da trovare”. Poi su Pio Esposito ha detto: “Per quanto sia giovane ha dimostrato di essere forte e molto importante per l’Inter e per la Nazionale. Per questo è anche sempre sulla bocca di tutti ma quando è così fai una cosa buona e vieni portato in alto come un dio, poi sbagli e ti criticano. Non è semplice, soprattutto quando sei giovane e in una situazione come quella attuale del calcio italiano, con la Nazionale che non sta andando bene. Ti crea delle pressioni. Ma lo conosco bene e so che sa gestirle“.