Italia, l’allenatore del Paris FC attacca: “Ecco perché non andate ai Mondiali!”

Icona Autore Niccolò Di Leo
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Italia (Shutterstock)

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A Parigi c’è una squadra che ha superato le aspettative, ma non si chiama Paris Saint Germain. Gioca a pochi metri di distanza dal Parco dei Principi e ha deciso di puntare sulla scuola italiana per garantirsi la salvezza e iniziare un nuovo capitolo della propria esistenza. Al ritorno in Ligue 1 quarantasei anni dopo l’ultima partecipazione, la squadra parigina ha deciso di restarsi per dar vita a un progetto di consolidamento e crescita di una realtà nascente del calcio francese. Attualmente decimo in classifica il Paris FC deve tanto dei suoi 38 punti anche a una campagna trasferimenti oculata che ha puntato, tra i tanti, anche sul prodotto italiano. Nella rosa allenata da Antoine Krilone Kombouaré c’è il difensore Diego Coppola, trasferitosi dal Brighton, c’è Luca Koleosho, che in Premier League vestiva la maglia del Burnley, e il bomber Ciro Immobile, reduce dall’avventura con il Bologna.

Il rendimento degli italiani nel Paris FC

Tre italiani che stanno dando il proprio prezioso contributo per la causa del Paris FC. Arrivati tutti a gennaio, si sono conquistati rapidamente un posto da titolare in squadra. Il giovane Luca Koleosho conta già 14 presenze e 2 gol segnati. Gli stessi di Ciro Immobile che, dopo una prima parte di stagione a secco con il Bologna (anche a causa dei numerosi infortuni), nelle prime 10 apparizioni con la nuova maglia ha già segnato 2 gol e servito 2 assist. Poi c’è Diego Coppola che al Brighton ha trovato poco spazio, ma che in Francia è diventato titolare con 10 gettoni e perfino 2 assist serviti da difensore centrale.

L’attacco dell’allenatore del Paris FC

La presenza di tutti questi italiani all’interno del Paris FC ha attirato la curiosità degli appassionati di calcio. Curiosità alla quale l’allenatore Antoine Krilone Kombouaré ha risposto lanciando una provocazione a tutto il popolo italiano e, in particolar modo, alle big di Serie A che puntano poco sul prodotto nostrano, citando anche la mancata qualificazione al Mondiale: “Ci sono più italiani che giocano da noi oggi che in squadre come la Juventus, il Milan e le altre. Ecco perché gli italiani non andranno ai Mondiali.