Juve, Spalletti: “Kessie? Stanno parlando. E l’incontro con Sinner…

Icona Autore Niccolò Di Leo
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Luciano Spalletti, Juve (Shutterstock)

Luciano Spalletti, Juve (Shutterstock)

La Juventus tornerà in campo domani, sabato 29 agosto, alle ore 20.45 contro il Parma. Per la squadra bianconera sarà l’esordio stagionale davanti ai propri tifosi e l’opportunità per portarsi a casa altri tre punti, dopo quelli conquistati contro il Frosinone alla prima di campionato. Alla vigilia del match è intervenuto in conferenza stampa Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo ha presentato la sfida, parlando anche della situazione di Kolo Munai, della condizione di alcuni singoli della rosa e del mercato. Su quest’ultimo tema si è espresso soprattutto sulla vicenda Frank Kessie.

Infortunati

Come sapete non è disponibile Yildiz, non sarà disponibile neanche McKennie per un affaticamento. Poi uguale per una situazione che gli dà un po’ fastidio, valuteremo domattina anche Thuram. Per il resto tutti disponibili. Lucumi? L’inserimento procede benissimo, è un calciatore forte e un bravo ragazzo però Kelly ha fatto benissimo l’ultima partita, per cui per il momento non c’è fretta. Ma è una cosa che valuterò attentamente, siamo contenti di ciò che sta offrendo Lucumi. Li vedi a volte da un’altra parte e ti puoi perdere qualcosa, invece ci sono tutte le qualità che avevamo visto, anzi c’è anche quella di stare in un gruppo in maniera splendida“.

Le parole su Kolo Muani

Mi ero preparato anche il foglio di tutte le dichiarazioni fatte su di lui ma l’ho lasciato là. Ho detto tante cose belle di Kolo Muani, a voi è piaciuta solo quella parte: maremma! Noi abbiamo totale fiducia sulle qualità di Kolo Muani: siamo andati a prenderlo, facendo investimento importantissimo. Vogliamo metterlo nelle condizioni di poterci restituire tutta quella fiducia che gli abbiamo dato. Ho detto che è un calciatore bravissimo nel venire incontro e quando inizia a galoppare diventa difficile riprendergli il terreno che guadagna sulla partenza. Lui è velocissimo, è morbido coi piedi a palleggiare con la squadra perché viene in mezzo al campo e diventa un trequartista. Salta l’uomo perché ha sempre giocato punta esterna. Ho detto che deve fare attenzione al fatto che non ha giocato moltissimo nell’ultimo periodo e può darsi si sia perso qualcosa nell’ultimo periodo. Delle presenze che lui ha fatto, se si va a vederle, il minutaggio è la metà. Per cui le partite intere sono la metà della metà, e volevo alludere a questo senza dover essere pignolo. Ha bisogno di giocare, in quelle partite un calciatore come lui deve portare a casa roba. Le occasioni ci son capitate, è una cosa semplicissima, ho fatto molti più complimenti. Poi chiaro che ognuno il kit da presentare se lo prepara come vuole…“.

Il sostituto di Yildiz

La società ha già preso calciatori che lo possono sostituire: Alajbegovic è abituato a giocare lì, e sono stati bravi loro perché l’hanno seguito, i direttori lo conoscono più di me e hanno deciso di fare questo investimento per le qualità che ha. Ekhator poi è un altro calciatore che siamo andati a prendere: abbiamo preso qualcuno per alzare livello caratteriale e di spessore oltre a un paio di giovani con possibilità di futuro, come Alajbegovi ed Ekhator. Alaj lì ci può giocare. Poi c’è Nico Gonzalez che dove lo metti porta sempre a casa quello che gli chiedi. Lui codifica e parte e vedi che esegue quel che vuoi. C’abbiamo alternative, ma noi vogliamo Yildiz, non vogliamo le alternative. Ci fa male quel che gli è successo, ci dispiace per la qualità del calciatore ma anche per la perfezione dell’uomo, il campioncino. Son tutte cose che speriamo non inficino sulla crescita e la sua moralità, perché non è un infortunio tipo crociato o cose simile. Come tipologia d’intervento è semplice ma richiede la tempistica e la necessità di fermarsi”.

Cambi tattici e Alajbegovic

Si rimane con l’idea di calcio che abbiamo proposto, però poi diventa fondamentale come squadra è avere equilibrio, non è che lo trovi in un sistema prima della gara: lo trovi dentro la partita. E’ l’adattarsi allo scorrimento della gara l’equilibrio dinamico che devi trovare. Bisogna fare quello. Abbiamo possibilità di giocare con Alajbegovic, con Nico Gonzalez, con David: tutti sanno giocare sotto la punta, e giocherà uno di questi qui. Alajbegovic è un calciatore di 19 anni, è venuto a giocare nella Juventus per cui ha qualità e ce le ha fatte vedere. Poi chiaro che ora sia un po’ smanioso di far vedere il suo bagaglio di potenzialità, per cui non ci faremo travolgere da questa cosa, ma anche il ragazzo per come è stato accettato nel gruppo, i consigli che gli danno tutti, la naturalezza nell’assorbire un po’ di pressione. Per questo sono convinto riuscirà a far vedere il suo repertorio“.

L’incontro con Sinner

Sinner è stato carino come sempre. Non è che sia venuto a trovarci e ci ha fatto un discorso, è tutta la settimana che è qui, ha parlato con tutti, sempre in palestra insieme, veniva il pomeriggio quando non c’era allenamento. Poi ha usato la completezza del nostro centro, l’ha trovato veramente di livello. Ha detto che bisogna focalizzarsi sul gesto, sulla scelta da fare per togliere la pressione del momento: è una sintesi che la dice lunga sul suo modo di ribaltare nella propria testa i momenti difficili della partita. Un po’ come fare un gol è un comportamento, non è un’emozione. Se pensi allo stato emotivo che ti dà ti fai travolgere e perdi di vista il gesto per fare il gol. E dice che quindi di focalizzarsi sul gesto. Siccome lui è il Maradona del tennis, bisogna un po’ andare a capirle bene e in profondità le cose che dice“.

Il cammino in Europa League

Sono d’accordo con quanto ha detto Chiellini in generale. Responsabilità in generale del calcio italiano. A leggerlo così il girone crea la possibilità di essere fiduciosi, ma poi le partite vanno giocate e quello che siamo disposti a fare e i risultati che avremo li dobbiamo far vedere, non possiamo solo dirlo e basta“.

Spalletti su Kessie

Chivu dice che il mercato è bastardo? Il mercato è una cosa che è stato scelto di farlo così, perciò bisogna accettarlo. Probabilmente bisogna trasformarla non in una difficoltà ma in un’opportunità. I nostri direttori sono lì che lavorano e lo faranno fino all’ultimo per cercare di perfezionare la squadra. Kessie? Penso che stiano parlando, poi ci sarà un po’ da vedere se ci si riesce perché poi i paletti del FPF sono molto stringenti per noi. Dobbiamo attenerci a quelle che sono le nostre possibilità. A parte che Kessié essendo un parametro zero è più possibili di altri, per il resto senza uscite diventa impossibile per noi portare gente dentro. Lui, se i direttori riescono a trovare la quadra, è una cosa che può essere possibile“.