Sirene estere per Palladino? Il lavoro all’Atalanta ha convinto tutti

Icona Autore Chiara Scatena
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Raffaele Palladino, Atalanta (Shutterstock)

Raffaele Palladino, Atalanta (Shutterstock)

L’avventura di Raffaele Palladino sulla panchina dell’Atalanta si è conclusa dopo una sola stagione, ma l’impatto del tecnico campano a Bergamo è stato tutt’altro che marginale. Arrivato all’undicesima giornata con la squadra ferma al tredicesimo posto, Palladino è riuscito a rilanciare i nerazzurri fino alla qualificazione europea, chiudendo il campionato al settimo posto e conquistando un pass per la Conference League.

Il lavoro all’Atalanta

A raccontare il valore del suo lavoro sono soprattutto i numeri. Nelle 27 partite disputate sotto la sua gestione, l’Atalanta ha raccolto 46 punti, un rendimento che proiettato sull’intera stagione avrebbe permesso ai bergamaschi di lottare fino all’ultimo per un posto in Champions League. Al momento del suo arrivo la squadra aveva appena 13 punti e navigava nella parte destra della classifica; pochi mesi dopo si è ritrovata nuovamente in Europa. Palladino ha costruito un’Atalanta offensiva e propositiva, capace di imporsi attraverso il gioco. I nerazzurri hanno chiuso il campionato tra le migliori squadre della Serie A per tiri effettuati, passaggi chiave e occasioni create, confermando una chiara identità tattica e una costante ricerca della porta avversaria.

Diversi club interessati al tecnico

Il lavoro svolto a Bergamo ha inevitabilmente attirato l’attenzione anche all’estero. Dopo la separazione dall’Atalanta, Palladino è finito nel mirino di diversi club tra Premier League, Turchia e Qatar. A convincere gli estimatori non sono soltanto i risultati, ma soprattutto la capacità di valorizzare le rose a disposizione e di costruire squadre riconoscibili sotto il profilo tattico. L’esperienza all’Atalanta rappresenta così un ulteriore passo nella crescita di un allenatore che, dopo le positive esperienze con Monza e Fiorentina, ha confermato di poter incidere anche in una realtà ambiziosa come quella bergamasca. Una stagione che ha rilanciato la Dea in Europa e consolidato ulteriormente la reputazione internazionale di Palladino.