Vlahovic e la Juventus: “Non mi hanno mai proposto il rinnovo”

Icona Autore Iacopo Erba
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Vlahovic, Juventus (Shutterstock)

Dusan Vlahovic torna a parlare della Juventus e lo fa mettendo al centro il racconto fatto negli ultimi anni sul suo rapporto con il club. Il centravanti serbo, dopo aver iniziato una nuova avventura al Besiktas, ha scelto Mozzart Sport per ripercorrere il periodo che ha preceduto la fine della sua esperienza italiana. Un’intervista nella quale non mancano i riferimenti alle difficoltà dell’ultima stagione, al rapporto con la tifoseria e soprattutto a quel rinnovo di contratto che, secondo il giocatore, sarebbe stato al centro di una ricostruzione pubblica mai accompagnata da un reale confronto tra le parti: “Arrivavo da un anno difficile” – dice Vlahovic – Ho iniziato dalla panchina perché stavo entrando nell’ultimo anno di contratto. A mio parere, questo è stato l’unico motivo. Certo, sono arrivati anche due nuovi attaccanti, ma ho accettato quel ruolo perché ho deciso di andare in quella direzione. C’era pressione da parte del pubblico, dei media e dei tifosi… Capisco perfettamente i tifosi che leggono e accettano quello che viene detto loro. In tre anni, per quanto si sia scritto sul mio rinnovo di contratto con la Juventus, non ho avuto alcuna conversazione specifica con la dirigenza del club fino alla fine della stagione. L’ultima volta che abbiamo parlato è stato senza un accordo. Si è parlato molto del fatto che chiedessi varie condizioni, ma c’era molta pressione su di me che mi disturbava, perché so qual è la verità e so cosa è successo“.

Fischi che fanno male

L’ex Juventus in sostanza denuncia una distanza tra ciò che veniva riportato sul suo conto e ciò che sarebbe realmente avvenuto nei rapporti con la società. Vlahovic insiste proprio su questo aspetto e torna anche sulle contestazioni ricevute durante il suo ultimo periodo in bianconero, ricordando quanto sia stato difficile affrontare un ambiente diventato progressivamente più ostile: “Non parlerei di una cospirazione. Penso che siano cose normali, che succedono a tutti, soprattutto ai giocatori che entrano nell’ultimo anno di contratto. Ma, come ho detto, per tre anni si è scritto che mi rifiutavo di prolungare la mia collaborazione, che non volevo parlare con la società del rinnovo del contratto. L’unica verità è che non ho avuto alcuna conversazione specifica con la società a riguardo. Certo, c’erano voci tipo “dovremmo parlare del tuo contratto”, “forse dovresti prolungarlo, firmarne uno nuovo”, ma niente di più. Non ci sono state discussioni concrete, non ci siamo seduti a parlarne. Deve aver in qualche modo influenzato anche i tifosi. Dopotutto, il fatto che mi sia infortunato sei mesi prima della scadenza del mio contratto e il tipo di infortunio che ho subito, credo dica molto sul mio atteggiamento nei confronti della Juventus, indipendentemente dal fatto che io sia all’ultimo o al primo anno di contratto. Ma dev’essere stato difficile. Non è piacevole quando lo stadio ti fischia in un’amichevole contro la squadra Under 23“.

Un nuovo inizio

Archiviata Torino, la nuova destinazione è stata Istanbul in Turchia. Il Besiktas ha convinto infatti Vlahovic soprattutto attraverso un corteggiamento mosso anche da mister Italiano, già conosciuto dall’attaccante durante la parentesi alla Fiorentina: “Per la voglia di portarmi qui che hanno dimostrato. Hanno cercato di farmi arrivare per tutta l’estate e mi è piaciuto molto, nella vita si deve andare dove ti vogliono di più. Il presidente e il direttore sportivo del Besiktas sono venuti a Belgrado, sono rimasti dieci giorni ciascuno e abbiamo parlato. Poi, ovviamente l’allenatore (Vincenzo Italiano, ndr) che conosco molto bene e con cui ho lavorato alla Fiorentina. Questa è forse la cosa più importante. Credo di aver preso la decisione migliore per la mia carriera in questo momento. Il tempo lo dirà, ma io ne sono convinto“.