Milan, dal derby al disastro europeo: contro il Ferencvaros riemergono tutti i limiti
Ruben Amorim, Milan (Shutterstock)
Il Milan visto contro il Ferencvaros è lontanissimo da quello capace di vincere il derby. I rossoneri offrono una delle peggiori prestazioni della stagione, soprattutto nel primo tempo, facendo riaffiorare problemi ormai ricorrenti: atteggiamento, approccio alle partite e una rosa che continua a mostrare evidenti lacune. Se in campionato i blackout sono stati finora gestibili, in Europa la situazione è diversa, come dimostrano le tre sconfitte nelle prime quattro gare.
La sfida contro il Ferencvaros
Contro gli ungheresi il Milan non è mai riuscito a entrare davvero in partita e neppure la superiorità numerica ha cambiato l’inerzia dell’incontro. Anche i subentrati, tra cui Pulisic e Moreira, non hanno dato la scossa attesa. Vincere un derby è una cosa, affrontare una partita europea con la stessa determinazione è un’altra: un limite che la squadra non sembra ancora aver superato. Amorim, nel post-partita, non ha nascosto la delusione: “Non c’è niente che io possa dire, soprattutto sul primo tempo. Non ricordo un altro primo tempo così. Abbiamo regalato opportunità, abbiamo fatto regali stupidi. Non eravamo preparati per giocare a calcio stasera”. Il tecnico ha poi riconosciuto le proprie responsabilità, ammettendo di non essere riuscito a preparare adeguatamente la squadra per il passaggio dal derby all’impegno europeo.
Gli sfoghi post partita
Anche De Winter, protagonista in negativo con il retropassaggio che ha favorito il primo gol del Ferencvaros, ha individuato nella componente mentale il principale problema: “Oggi non c’era niente che andava, è il nostro punto debole. È tutto mentale, come iniziamo le partite, come stiamo giocando”. La prestazione ha però evidenziato anche i limiti di una rosa con troppe alternative non all’altezza dei titolari. Amorim ha riproposto un turnover massiccio, come già contro il Bournemouth, cambiando uomini e modulo senza ottenere risultati. Le assenze hanno condizionato le scelte, ma giocatori come Terracciano e Jashari non hanno convinto. Lo stesso allenatore ha ammesso: “Non siamo pronti per essere competitivi su due fronti. Non ci sono scuse stasera, non c’è niente che io possa dire. Dobbiamo essere più umili e capire cos’è successo”.