Mondiale 2026, Girone C: Brasile favorito, Marocco e Scozia per sorprendere. Haiti sogna
Carlo Ancelotti (Shutterstock)
Il Mondiale è alle porte e la curiosità si fa crescente. Chi alzerà al cielo la coppa più ambita di tutte? Chi sarà la sorpresa e chi la delusione? Quale Nazionale o quale calciatore sarà in grado di conquistarci? Le classiche domande di un’attesa che con il passare del tempo sarà più invadente e al quale noi reagiamo con la speranza di poter anticipare alcune risposte. Dopo aver analizzato il Girone A e il Girone B del Mondiale americano, oggi entreremo nel merito di uno dei gruppi più interessanti, analizzandone le caratteristiche, ma soprattuto cercando di delineare chi sarà la favorita e chi la potenziale sorpresa che stravolgerà gli equilibri del girone.
Le squadre del girone
Il Girone C, infatti, raccoglie al suo interno culture calcistiche differenti e un mix di caratteristiche e stili di gioco per certi versi differenti. C’è il Brasile di Carlo Ancelotti, la grande favorita, poi la Scozia, una squadra in grande crescita e che metterà i bastoni nelle ruote alla Seleçao, e il Marocco, che nell’ultima Coppa del Mondo ha sfiorato il sogno della finale, arrivando poi quarto dietro la Croazia. A chiudere il quartetto sarà Haiti, la Cenerentola che non vuole porre limiti ai sogni.
Analisi squadra per squadra
Brasile
Definire lo stile di gioco del Brasile è complicato. Dall’arrivo di Carlo Ancelotti nel ruolo di commissario tecnico, la Seleçaco si è contraddistinta per la sua duttilità tattica. Nelle partite giocate con l’italiano alla guida si è alternato tra il 4-2-3-1 e il 4-3-3, variando la scelta in base all’avversario e alle caratteristiche dei giocatori in campo. Ancelotti si è adattato alla mentalità brasiliana, ma con la sua squadra sta cercando un punto d’incontro. Prediligere il gioco offensivo ed esaltare le qualità individuali è giusto, a patto che la fase difensiva venga garantita da un sacrificio collettivo. Una parziale ‘italianizzazione’ della Nazionale meno italiana al mondo. In Brasile non è più solo il tempo dell’estro e dei singoli, per tornare a vincere serve stare al passo con i tempi. Starà a ‘Re Carlo’ creare, quindi, il giusto mix.
Da una parte potrà contare su difensori solidi come Marquinhos, ormai molto europeo. Dall’altro dovrà educare giocatori come Estevao e Vinicius Junior, le due star offensive della Seleçao, alla quale si può aggiungere anche il profilo di Rodrygo. Reduce da una stagione difficile a Madrid, per Ancelotti è un intoccabile, forse l’esterno che più di tutti può garantirgli quell’alternanza tra fase difensiva e fase offensiva che chiede ai suoi giocatori. Il Brasile vuole tornare a fare la voce grossa nella Coppa del Mondo. Nell’edizione del 2022 si è arreso ai quarti di finale contro la Croazia. Un risultato deludente per la Nazionale più vincente nella storia del torneo sia per vittorie finali (5), sia per percentuale di vittorie nella competizione (67%). Il percorso di avvicinamento al Mondiale, però, è stato per il Brasile e per Ancelotti travagliato. Nelle prime 10 partite sono arrivate solo 5 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. L’ex allenatore del Real Madrid avrà ancora poche settimane per portare la Seleçao al miglior stato di forma possibile.
Scozia
La Scozia di Steve Clarke è una delle possibili sorprese di questo Mondiale. Il suo ritorno ai Mondiali dopo 28 anni è coerente con il percorso intrapreso da quando Clarke si è seduto in panchina nel 2019. Proponendo uno stile di gioco pragmatico, ma comunque incentrato su grande atletismo, fisicità e pressing, la Nazionale scozzese ha saputo valorizzare i propri singoli e conquistare traguardi straordinari. Il 3-1-4-2 con cui vengono schierati in campo i giocatori scozzesi è più identitario di quanto si possa immaginare. Esterni che spingono a tutta fascia, braccetti che accompagnano l’azione offensiva. Un regista davanti alla difesa che si occupa della prima fase di impostazione e mezzali che hanno il compito di accompagnare l’azione attaccando a grande rapidità l’area dove stazionano i due attaccanti.
In questo senso gli occhi sono puntati tutti su Scott McTominay, centrocampista del Napoli e star della Scozia al pari del capitano ed esterno, Andrew Robertson. Tra i giocatori più importanti includiamo anche Gilmour in regia e Tierney, terzino riadattato al ruolo di difensore esterno. La Scozia ha strappato il pass diretto per il Mondiale, dopo 4-2 pirotecnico contro la Danimarca che gli ha permesso di chiudere il girone di qualificazioni al primo posto con 13 punti conquistati (4 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta). Solo nelle ultime due amichevoli il rendimento è stato sorprendentemente deludente con due sconfitte contro Giappone e Costa d’Avorio. La Scozia torna alla Coppa del Mondo 28 anni dopo l’ultima volta, nella decima partecipazione della sua storia l’obiettivo sarà quello di raggiungere gli ottavi di finale, miglior risultato mai ottenuto.
Marocco
Il Marocco vuole conferme. Nel farlo punterà su un nuovo commissario tecnico, scelto appena 100 giorni prima dell’inizio del Mondiale. Mohamed Ouahbi è stato chiamato a sostituire Walid Regragui nel ruolo di commissario tecnico e confermare lo straordinario risultato del 2022. Tecnico precedentemente della selezione Under 20, con cui si è laureato campione del mondo di categoria, Ouahbi in queste settimane cercherà di instaurare il proprio stile di gioco. Nelle prime due amichevoli ha puntato sul 4-2-3-1, cercando un gioco rapido e incentrato sull’attacco del profondità per sfruttare la rapidità e la tecnica dei suoi esterni d’attacco. Ulteriori delucidazioni, però, arriveranno nei prossimi appuntamenti che anticiperanno l’impegno in Stati Uniti, Messico e Canada.
Ouahbi potrà puntare su calciatori come Mazraoui, terzino del Manchester United, e il contestato Brahim Diaz del Real Madrid (che in finale di Coppa d’Africa aveva sbagliato il rigore e compromettendo la vittoria, poi riassegnata a tavolino, della sua Nazionale). Il trequartista ex Milan avrà l’obiettivo di farsi perdonare agli occhi del Paese, facendo valere le proprie qualità e la propria forza all’interno della rosa. Nelle prime due partite di Ouahbi, però, è sempre partito dalla panchina. Il commissario tecnico del Marocco è reduce da due risultati soddisfacenti, come la vittoria contro il Paraguay e il pareggio contro Ecuador, per quanto servirà qualche altro test prima di capire le sue scelte e la dimensione della sua rosa. La missione americana del Marocco, d’altronde, sarà ardua. Alla sua terza partecipazione a una Coppa del Mondo (record assoluto per una nazionale nordafricana), dovranno cercare di emulare un cammino storico come quello fatto in Qatar, quando nel 2022 sono stati eliminati in semifinale dalla Francia e si sono dovuti accontentare del quarto posto.
Haiti
Sebastian Migne è il nome del commissario tecnico che ha riportato Haiti al Mondiale. La Cenerentola del Girone C è riuscita a tagliare un traguardo storico, con il suo gioco di attesa e di ripartenza, ma incentrato sulla grande rapidità dei suoi singoli. Schierati nel 4-3-3 disegnato da Migne, i giocatori haitiani hanno avviato un percorso di crescita e di compattezza del gruppo iniziato a marzo del 2024 quando è stato designato il nuovo commissario tecnico. Lo stile di gioco del c.t. gli ha permesso di mettere in mostra soprattutto alcune individualità come Isidor, esterno destro del Sunderland, e Bellegarde, centrocampista del Wolverhampton. Migne è riuscito a conquistare il sogno Mondiale, riportando Haiti nella competizione più importante del calcio a 52 anni di distanza dalla sua prima e unica partecipazione data 1974. L’obiettivo della Nazionale haitiana sarà quello di superare la fase a gironi, per quanto la missione si presenti ardua. Haiti ha concluso la fase a gironi di qualificazione al Mondiale con 11 punti, 3 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta. Nelle ultime due amichevoli ha perso contro la Tunisia, ma ha ottenuto un ottimo pareggio contro l’Islanda.
I protagonisti del girone
Se pensiamo al Girone C della Coppa del Mondo la squadra di club che viene in mente è il Real Madrid. Vinicius Junior e Rodrygo sono due dei potenziali giocatori chiave, a questi si può aggiungere anche Brahim Diaz che con il Marocco cercherà di rendere ostile la vita al Brasile e alla Scozia. La formazione di Clarke in rosa vanta uno dei calciatori più in forma a livello europeo come Scott McTominay. Il centrocampista del Napoli si è messo in mostra in questi due anni in Italia diventando una star della propria Nazionale. L’attenzione sarà tutta su di loro, con particolare riferimento a Vinicius. L’esterno della Seleçao non avrà solo enormi responsabilità nella squadra di Ancelotti, con il compito di guidarla il più avanti possibile nel Mondiale, ma sarà anche il volto in copertina di questo gruppo, l’uomo sul quale saranno puntati tutti i riflettori (dentro e fuori dal campo).
Equilibri e chiavi tattiche del girone
Il Girone C lo abbiamo presentato come un mix di caratteristiche fisiche e tecniche diverse. L’esempio più eclatante ce lo offrirà la partita tra Brasile e Scozia, forse anche decisiva per il primo posto. Il 25 giugno la Nazionale di Ancelotti e quella di Clarke si sfideranno nell’ultima giornata della fase a gironi. Sul terreno di gioco del Miami Stadium scenderà in campo una squadra tecnica, qualitativa, ma poso fisica come il Brasile, contro una realtà atletica e strutturata come la Scozia. Approcci al calcio differenti, la tecnica brasiliana che sfida la fisicità scozzese, lo scatto nello spazio dei verdeoro che dovrà vedersela con la corsa costante e ritmata dei britannici. Per ambire a passare il primo posto da prima nel girone, però, la Scozia dovrà vedersela anche contro il Marocco nella sfida del 20 giugno. La formazione di Clarke potrà puntare sui propri punti di forza, contro una Nazionale che ha da poco cambiato allenatore e che in queste settimane dovrà ricostruire le proprie basi.
Pronostico
Il Brasile è favorito per il primo posto nel girone. Ma l’esito non è scontato. Il Marocco e soprattutto la Scozia gli daranno del filo da torcere, con Robertson e compagni che proveranno ad andare oltre quel secondo posto per il quale sono leggermente favoriti rispetto alla squadra di Ouahbi. Le sorprese, però, potrebbero essere dietro l’angolo e come gli scozzesi possono provare a sognare la prima posizione, il Marocco potrebbe approfittare dei due litiganti per portarsi avanti a tutte. Un risultato che, ovviamente, verrebbe letto come un fallimento in casa brasiliana dove, nonostante il fresco rinnovo del contratto, qualche dubbio su Ancelotti è stato sollevato negli scorsi mesi. Haiti si presenta come la Cenerentola del girone. Per i sogni e per le imprese c’è sempre spazio, ma questa volta è davvero improbabile che diventino realtà.