Mondiale, biglietti a prezzi record: la Fifa difende i costi, i tifosi protestano

Icona Autore Luigi Trapani Lombardo
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BMO Field - Toronto, Mondiali

BMO Field - Toronto, Mondiali (Shutterstock)

La Coppa del Mondo è iniziata, ma per molti tifosi il sogno di assistere a una partita dal vivo si è scontrato con una realtà difficile da digerire: i biglietti hanno raggiunto prezzi mai visti nella storia del torneo. La Fifa ha adottato un sistema di prezzi dinamici, ritoccando le tariffe più volte al rialzo da quando i tagliandi sono stati messi in vendita lo scorso autunno, con costi che in diversi casi hanno toccato le cinque cifre.

I prezzi

I numeri parlano chiaro. Il biglietto più economico per l’esordio degli Stati Uniti contro il Paraguay a Inglewood, in California, era disponibile a 1.120 dollari — e ne restavano solo due. Per la stessa partita, gli altri tagli disponibili andavano da 1.645 fino a 4.105 dollari. Non va meglio per la finale del 19 luglio al MetLife Stadium di East Rutherford: i prezzi partono da circa 8.000 dollari sui principali siti di rivendita, con punte oltre i 9.000 sul portale ufficiale della Fifa. Le semifinali non sono da meno: per quella di Arlington, in Texas, restano disponibili diverse centinaia di posti, tutti a quattro cifre.

Biglietti introvabili

I biglietti di categoria 3, la fascia più accessibile, sono ormai quasi introvabili. All’apertura del torneo ne restavano per sole tre partite: il caso più economico è Egitto-Iran a Seattle il 26 giugno, con posti a 180 dollari ancora disponibili — un’eccezione in un panorama dominato da prezzi proibitivi. Mercoledì il presidente della Fifa Gianni Infantino ha respinto le critiche, sostenendo che i prezzi siano in linea con il mercato nordamericano e che biglietti siano sempre disponibili. Ha anche spiegato che una parte dei posti viene trattenuta per le squadre che avanzano nelle fasi a eliminazione diretta. La Fifa gestisce inoltre una propria piattaforma di rivendita, sulla quale applica una commissione del 15% sia all’acquirente che al venditore, in aggiunta ai prezzi già elevati del mercato secondario.