Mondiali 2026, Cannavaro presenta l’Uzbekistan: “Abbiamo una filosofia chiara”

Icona Autore Niccolò Di Leo
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Fabio Cannavaro, Uzbekistan

Fabio Cannavaro, Uzbekistan (Shutterstock)

Saranno tre gli allenatori italiani che prenderanno parte al Mondiale e che, in qualche modo, rappresenteranno anche il nostro Paese. C’è Carlo Ancelotti sulla panchina del Brasile, Vincenzo Montella su quella della Turchia, ma anche Fabio Cannavaro che a stagione in corso è diventato il nuovo commissario tecnico dell’Uzbekistan. L’ex capitano dell’Italia campione del mondo nel 2006 cercherà di condurre la sua Nazionale verso il miracolo, cercando di strappare il passaggio del turno in un girone proibitivo che li vedrà affrontare il Portogallo, la Repubblica Democratica del Congo e la Colombia. A sei giorni dall’esordio dell’Uzbekistan contro la Nazionale colombiana, in programma il 18 giungo alle 4.00 (ora italiana) presso lo Stadio Azteca di Città del Messico, Cannavaro ha presentato il percorso che la sua squadra farà durante la competizione, citando anche il suo successo nel 2006 da calciatore e l’incontro con Carlo Ancelotti.

Cannavaro sul percorso dell’Uzbekistan

Ai miei ho trasmesso una filosofia: godetevi ogni minuto, anzi ogni secondo del Mondiale perché siamo l’Uzbekistan, abbiamo la fortuna di essere qui a giocare. Devi cercare di dare ai tuoi giocatori la libertà mentale per giocare a calcio e divertirsi. perché poi c’è da soffrire, siamo, ripeto, siamo l’Uzbekistan. Il Portogallo? È il più forte centrocampo del Mondiale. Pazzesco. Ma perché il resto? Guardo il portiere, i difensori centrali, le ali… Uno dice: bisogna studiarli e io li studio, ma quelli sono fenomeni. Poi il calcio è magico per quello perché dà la possibilità a tutti quanti di poter comunque dimostrare qualcosa“. Cannavaro ha parlato anche di Cristiano Ronaldo che, dopo averlo affrontato da avversario da giocatore, ritroverà anche da allenatore. “Dimostra ancora una volta la sua professionalità. È un giocatore che ha ancora una professionalità unica e una continuità pazzesca, anche se gioca in Arabia Saudita. E se ti gli dai una palla, lui ti fa sempre due gol“.

L’Uzbekistan come l’Australia del 2006

Nell’intervista fatta a Fabio Cannavaro il suo Uzbekistan viene anche paragonato a quella Australia che, nel 2006, stava per eliminare l’Italia dal Mondiale, prima del rigore segnato da Francesco Totti nel finale del match: “Quanto l’abbiamo sudata! Perché nelle partite può succedere di tutto: un’espulsione, un rigore. Io sto cercando di far capire quello ai miei giocatori perché l’importante è dare la sensazione di essere uniti per 90-95 minuti. Perché ci sono tante squadre che alla prima difficoltà crollano, invece noi dobbiamo dimostrare che sicuramente nelle difficoltà dobbiamo esaltarci“.

Cannavaro sull’incontro con Ancelotti

Sull’incontro avuto con Ancelotti, Cannavaro ha detto: “L’ho incontrato in Brasile, sono andato a vedere il loro centro di allenamento a Rio. Bellissimo. Lui ha una pressione disumana addosso, perché è il Brasile, tutto amplificato. Ma solo uno come lui, con la sua calma e la sua saggezza può sopportare quella pressione“.