Mondiali 2026 tra i più aperti di sempre: le cinque favorite
La Coppa del Mondo (Shutterstock)
Alla vigilia dei Mondiali 2026 non esiste una squadra nettamente superiore alle altre, ma i principali modelli statistici e le valutazioni degli analisti convergono su un gruppo ristretto di nazionali considerate le principali candidate al titolo. Le simulazioni di Opta collocano Spagna, Francia e Inghilterra davanti a tutte, con Argentina, Brasile e Portogallo immediatamente alle spalle. Anche il ranking FIFA restituisce una fotografia simile, certificando un torneo più aperto che mai ma con alcune selezioni in possesso di credenziali oggettivamente superiori rispetto alla concorrenza. Tra continuità tecnica, profondità della rosa e risultati ottenuti nell’ultimo biennio, ecco le cinque squadre che più delle altre sembrano avere tutto per arrivare fino in fondo.
Argentina: l’esperienza dei campioni in carica
Nessuna nazionale in questo Mondiale può vantare il peso specifico e l’unità dell’Argentina. L’Albiceleste si presenta al torneo da campione del mondo in carica e con l’ossatura che ha dominato il ciclo più recente del calcio internazionale. Pur non occupando più il primo posto del ranking FIFA, la squadra di Lionel Scaloni continua a essere stabilmente tra le prime tre del pianeta, segnale di una competitività rimasta costante nel tempo e raggiunta grazie alla fiducia totale in un gruppo incredibilmente coeso agli ordini di Lionel Messi, il giocatore più forte del mondo. E se i modelli predittivi continuano ovviamente a considerarla una seria candidata al bis, al di là di ogni statistica l’Albiceleste può far pesare l’abitudine acquisita a giocare partite decisive finalmente nel modo giusto. Gran parte di questo incredibile gruppo ha infatti già vinto il Mondiale in Qatar e la Copa America, un fattore che spesso fa la differenza nelle fasi a eliminazione diretta in cui l’aver già portato a casa il titolo può toglierti tanta pressione di dosso.
Inghilterra: la grande occasione è matura
Una maledizione da spezzare. Negli ultimi anni i Tre Leoni sono arrivati in fondo ai grandi tornei con incredibile continuità, senza però mai riuscire a spezzare quella che è ormai a tutti gli effetti un’autentica maledizione: due finali degli Europei perse contro Italia e Spagna e i quarti al Mondiale in Qatar sono lo specchio di una nazionale a cui manca soltanto l’ultimo passo per raggiungere un grande traguardo. A rendere particolarmente credibile la candidatura inglese, oltre alla profondità dell’organico (per lasciare giocatori come Foden e Palmer a casa devi avere alternative altrettanto all’altezza) è anche la tenuta difensiva: 10 clean sheet su 14 partite totali disputate da inizio 2025 e una fase di qualificazione condotta in porto senza subire alcuna rete (unica squadra europea a riuscirci) sono un biglietto da visita notevole per gli uomini di Thomas Tuchel, CT straniero che finora non ha sbagliato una mossa.
Spagna: la forza di una direzione chiara
Se ci si limita ai dati, la Spagna è probabilmente la favorita numero uno. La Roja è tornata in vetta al ranking FIFA dopo una lunga rincorsa e ha mantenuto la leadership grazie ai risultati ottenuti nel percorso di qualificazione e nelle competizioni più recenti. Anche le simulazioni di Opta la indicano come la squadra con le maggiori probabilità di vincere il Mondiale, assegnandole circa il 16% di possibilità di successo. Percentuali simili emergono anche dalle quote internazionali, che la collocano davanti a tutte le rivali. E alla forza dei numeri si aggiunge una generazione di enorme talento. L’equilibrio tra giovani di altissimo livello e giocatori già affermati ha consentito alla nazionale iberica di costruire una delle identità tecniche più solide del panorama internazionale, sostenuta come sempre da un progetto tecnico con un’identità fortissima. Dopo il successo nell’ultimo Europeo, anche questa generazione vuole e soprattutto può scrivere la storia trascinata da Yamal.
Francia: talento e profondità senza eguali
Quando si parla di qualità individuale, pochi possono competere con la Francia. I Bleus sono stabilmente ai vertici del ranking mondiale e vengono considerati una delle selezioni più complete del torneo. Le simulazioni elaborate da Opta attribuiscono alla squadra francese oltre il 13% di probabilità di conquistare il titolo, un dato che la colloca immediatamente alle spalle della Spagna e davanti a quasi tutte le altre contendenti. La Francia dispone inoltre di una profondità unica: in quasi ogni ruolo il commissario tecnico Didier Deschamps può contare su più opzioni dal tasso tecnico straordinario, come dimostra anche la qualità dei calciatori lasciati a casa. In un torneo lungo e logorante come il Mondiale, la capacità di ruotare uomini senza abbassare il livello rappresenta un vantaggio competitivo enorme rispetto alla concorrenza. La sensazione è che, come sempre, l’unico limite dei Bleus sono i Bleus stessi: una nazionale meravigliosa, che a volte si perde in un bicchier d’acqua.
Brasile: il fattore tradizione e Re Carlo
Anche senza partire in cima alle previsioni statistiche, il Brasile resta inevitabilmente tra i candidati più credibili. La Seleção occupa le posizioni di vertice del ranking FIFA e pur avendo percentuali inferiori rispetto alle prime favorite, resta una nazionale con concrete possibilità di arrivare fino in fondo. D’altronde è la più vincente della storia dei Mondiali con cinque titoli e dispone ancora di una produzione di talento che pochi Paesi possono eguagliare, ma il vero fattore che può darle quel qualcosa in più rispetto alla concorrenza al di là di un parco giocatori comunque di altissimo livello è la presenza in panchina di un mago delle grandi competizioni come Carlo Ancelotti, che ha raccolto una Verdeoro disastrata e le ha ridato credibilità e soprattutto spirito. Occhio dunque soprattutto alle magie di Re Carlo: se c’è qualcuno che può fare la differenza dalla panchina in questa Coppa del Mondo, è proprio lui.