Italia, Malagò annuncia Mancini: “Scelta presa con Ranieri”. Su Maldini e Pirlo…

Icona Autore Niccolò Di Leo
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Giovanni Malagò (Shutterstock)

Giovanni Malagò si è esposto ufficialmente. Dopo le ultime notizie emerse nelle scorse ore dall’Ansa e dalla stessa federazione, in conferenza stampa il numero uno della FIGC ha annunciato l’arrivo in azzurro di Claudio Ranieri come direttore dell’area tecnica e, soprattutto, il ritorno di Roberto Mancini come commissario tecnico. Malagò ha spiegato i motivi che lo hanno portato a fare questa scelta per la panchina, condivisa non con Maldini e Leonardo, ma con lo stesso Ranieri. Dopo aver parlato anche della separazione con i due dirigenti che aveva inizialmente scelto per guidare la rinascita azzurra, il presidente della Federcalcio ha trattato anche il tema Pirlo e le ragioni di un clamoroso e inatteso dietrofront. L’intervento si è concluso con un passaggio su Giorgio Chiellini e Antonio Conte.

Pirlo e Maldini: la versione di Malagò

Per ciò che riguarda la vicenda del commissario tecnico, quello che è emerso dai media nella giornata di ieri sostanzialmente corrisponde al vero. C’era un candidato che era assolutamente stato definito, mi sento di utilizzare anche la parola concordato su indicazione del direttore tecnico e presidente del Club Italia Paolo Maldini in sinergia con Leonardo. La involuzione sul nominativo prescelto che era quello di Andrea Pirlo ha portato il sottoscritto a non approvare più questa candidatura ed è stata una semplice valutazione di opportunità, non ho fatto in tempo a leggere tutto ma qualcosa ho letto. Non ci sono altre interpretazioni o altre verità, non ci sono altre situazioni che hanno determinato questa scelta. Sicuramente una cosa è certa, non ero affatto al corrente né io né il direttore tecnico di questa collaborazione che ha fatto riflettere su una presa di posizione. Si è automaticamente creata un’altrettanta presa di posizione, non c’è stato nessun tipo di conflitto e alcun tipo di polemica. Non c’è stata rabbia, forse del dispiacere. Mi sento di dire che all’inizio e ancor prima di cominciare si era presentato un caso più unico che raro, massimo rispetto come avviene nelle migliori famiglie e c’è stata un’assoluta e serena consensualità nel decidere e valutare che fosse giusto separare le nostre strade. Anche il documento che abbiamo sottoscritto da parte mia con Paolo Maldini e Leonardo parla espressamente di questo concetto di complicità nella decisione finale“. 

L’annuncio di Mancini come ct

Il tempo stringeva, sapete benissimo che tre giorni in più o in meno non cambiano le cose. Ho ritenuto giusto che la persona che dovesse diventare commissario tecnico della nazionale fosse Roberto Mancini, per tutta una serie di considerazioni. Mi assumo la responsabilità, la notizia è che che non è venuto meno quel concetto alla base della nuova gestione del presidente del Club Italia e del cosiddetto direttore tecnico. Mi serviva una persona con cui condividere la decisione del commissario tecnico, se fosse stata individuata un’altra figura sarebbe saltato ogni mio ragionamento. Una condivisione che sul nome di Roberto Mancini era venuta meno con Maldini e Leonardo. Perché non scegliere subito Mancini? Perché credevo e continua a credere nella figura del direttore tecnico. Qualsiasi nome che avessi in mente, mi sono sforzato nel seguire il nome fatto dal direttore tecnico e quindi da Maldini insieme a Leonardo. Da parte loro non mi è stato fatto un altro nome, era stato fatto un profilo di allenatore”. 

Ranieri il nuovo direttore tecnico

Questa persona con cui ho condiviso la scelta è Claudio Ranieri, che ha accettato pochi minuti fa e arriverà dalla Calabria. Domani alle ore 18 è prevista una conferenza stampa sia con Claudio Ranieri che con Roberto Mancini. Mi assumo la responsabilità di aver fermato l’iter della nomina di Andrea Pirlo, per tutta una serie di motivi e di opportunità non me la sono sentita. Ultima notizia, io conto entro la fine della settimana di darvi notizia su una terza figura che verrà a bordo. Non iniziate a fate nomi perché già qualcuno ha fatto figure non esaltanti, una figura che si occuperà di fare il dirigente delle varie squadre nazionali, la figura ricoperta in passato da Gigi Riva e Gigi Buffon. Voglio affidargli anche il coordinamento delle nazionali giovanili insieme a Viscidi, che rimane con noi. Questo è il completamento di una serie di scelte che il Consiglio Federale ha assolutamente condiviso all’unanimità. È molto positiva la disponibilità per ciò che riguarda aspetti economici sia da parte di Roberto Mancini che da parte di Claudio Ranieri, sono stati assolutamente capaci di comportarsi con grande sensibilità anche verso le dinamiche di budget che devono essere considerate”.

Sugli obiettivi rispetto alla scelta di Maldini e Leaonardo, Malagò ha aggiunto: “L’obiettivo non cambia, il tema è quello al 100%. Sicuramente il focus sarà quello, qui ci sono due binari ma in realtà il binario è uno solo. Bisogna andare alla stessa velocità per non far deragliare il treno. Qui bisogna andare a due velocità, ho letto qualcuno di voi che parla di retrocessione nella Nations League e problemi del ranking. È logico che iniziando il 25 settembre l’allenatore avrà due allenamenti a disposizione e nel frattempo dalla partita della Bosnia non mi sembra che siano stati passaportati Lamine Yamal, Mbappé o Kane. Adesso bisogna cercare di fare il meglio con quello che abbiamo, sapendo che giocheremo un girone con tre squadre che sono andate ai Mondiali, due delle quali entrate tra le prime otto. In teoria sul valore dei Mondiali dovresti essere quarta, speriamo di non esserlo, ma rischi anche di arrivare terzo e giocare lo spareggio con un girone dove ci sono Spagna, Inghilterra e Germania. Poi c’è l’altra velocità, bisogna arare completamente un campo per seminare e andare a fare un raccolto nel minor tempo possibile. Bisogna partire dalla filiera e dalla scuola calcio, un obiettivo può essere quello di Euro 2032, magari chi ha 13-14 anni oggi potrà essere convocato tra sei anni“.

Malagò spiega: il punto su Conte e Chiellini

Conte è un allenatore che ha una storia che parla da sola. Ho un buonissimo rapporto con lui, ma qui qualcuno continua a ragionare in modo diverso rispetto alla realtà di oggi, che non è la realtà di ieri. Oggi c’è un allenatore e un presidente del Club Italia, il motivo per cui si sono separate le strade con Maldini e Leonardo è proprio questo. L’idea è sempre stata Mancini e Ranieri. Conte poteva essere sicuramente un candidato per l’allenatore, Zola può essere sicuramente un nome che rientra nella scelta del terzo soggetto. Chiellini? Uno degli argomenti sul quale sono stato chiarissimo parlando con Paolo e Leo è che per rispetto di società che mi hanno candidato e sostenuto non vado a prendere delle persone che lavorano in società di Serie A. Su questo presupposto potevano esserci altri allenatori o direttori tecnici, nomi anche pesanti che però non ho mai preso in considerazione”.