Mondiali 2026, il campo della finale è un problema: ecco perché
Metlife Stadium (shutterstock)
È andata in archivio la prima giornata della fase a gironi ma a New York è già tempo di pensare alla finale dei Mondiali 2026
Suona l’allarme a New York in vista del prosieguo dei Mondiali 2026. Con la prima giornata della fase a gironi da poco terminata e la seconda giornata appena entrata nel vivo, c’è chi già sottolinea come ci sia un serio problema con cui fare i conti per quanto riguarda il MetLifeStadium di New York. Non un dettaglio da niente, considerando che si tratta dello stadio destinato a ospitare la finale del 19 luglio.
La polemica
In questi primi giorni dei Mondiali 2026 sono infatti arrivate già diverse lamentele per quanto riguarda la condizione del terreno di gioco del MetLife Stadium. Non una sola volta, ma in sequenza. Il primo a parlarne era stato Vinicius, che aveva sottolineato le difficoltà di scorrimmento del pallone: «Col caldo si asciuga troppo velocemente e il gioco diventa molto lento», aveva detto il calciatore del Brasile. Seguito a stretto giro dalla Francia, sia con l’allenatore che con Rabiot. Il centrocampista aveva era stato molto duro: «Non so nemmeno se si possa definire campo… è una superficie dura e rigida». Più analitico Deschamps: «Probabilmente sotto c’è del commento, le fibre dell’erba sono molto corte, la palla rimbalza in modo diverso dal solito». Ma qual è la verità?
Analisi e futuro
Solo tre stadi dei Mondiali 2026 sono usati regolarmente per il calcio e hanno erba naturale, tutti in Messico. Undici stadi sono destinati invece solitamente al football americano e in otto stadi si utiliza sempre il terreno sintetico, vietato però in una Coppa del Mondo. Per questo già da diversi mesi sono iniziati lunghi lavori per aplicare un manto naturale e garantire sistemi adeguati tra irrigazione, drenaggio e ventilazione. L’erba è stata scelta direttamente dalla FIFA, che ha optato per due differenti tipi in base al clima e alla condizione di ogni singolo stadio. Da qui le spiegazioni sulle difficoltà che stanno riscontrando le squadre che hanno giocato al MetLife Stadium, con due match disputati in due giorni. Ora, però, lo stadio avrà sei giorni di riposo prima di tornare protagonista per Norvegia-Senegal e la FIFA potrà portare avanti nuovi lavori. Sei, in totale, le partite ancora previste a New York. Tra queste la più importante, quella del 19 luglio, la finale. Per la quale si spera le squadre protagonista possano trovare un terreno all’altezza della straordinaria posta in palio.