Mondiali 2026, in taxi in tutti gli stadi: la curiosa missione di due ragazzi

Icona Autore Michele Cerrotta
Icona tempo di lettura 3 minuti di lettura
Mercedes Benz Stadium- Atlanta, Mondiali

Mercedes Benz Stadium- Atlanta, Mondiali (Shutterstock)

In questi Mondiali 2026 non mancano situazioni inattese, come quella che vede coinvolti due giovani ragazzi a bordo di un taxi

C’è chi è costretto a seguire i Mondali 2026 dal divano o dal tavolo di un pub, chi ha il privilegio di poterlo fare dagli spalti degli stadi protagonisti della Coppa del Mondo e chi, invece, pur andando allo stadio ha deciso di trasformare il tutto in un’avventura su quattro ruote. È quanto fatto dall’inglese Ollie Jenks e dal canadese Seth Scott, che stanno tentando un’impresa tanto curiosa quanto impegnativa: raggiungere in auto tutte le città che ospitano il torneo. Non un’impresa da niente, a maggior ragione perché per farlo hanno scelto non un veicolo qualsiasi, ma uno degli iconici taxi neri londinesi, trovato in stato di abbandono su un set cinematografico di Vancouver e acquistato per appena mille sterline dal duo. Ed è proprio dal città canadese che, nel giorno della gara inaugurale della competizione, è partito il viaggio, per poi arrivare a toccare già diverse sedi come Seattle, San Francisco, Los Angeles, Guadalajara, Città del Messico, Monterrey, Houston, Dallas, Atlanta e Kansas City.

Tra imprevisti e solidarietà

Il taxi è ora diretto verso la prossima tappa da raggiungere per i Mondiali 2026, ossia Miami. Ed è già iniziato il countdown, perché da qui ai prossimi dieci giorni i due amici dovranno risalire il Nord America e arrivare a Toronto, quindi scendere verso Boston, Philadelphia e infine New York, dove sperano di arrivare prima del calcio d’inizio della finale. Oltre alla sfida sportiva e logistica, il viaggio ha anche uno scopo benefico: Jenks e Scott stanno infatti raccogliendo lungo il percorso fondi per iniziative di solidarietà e sono anche riusciti a offrire passaggi ad alcuni tifosi, mantenendo così viva la tradizione per cui quel taxi era stato costruito.

Una corsa contro il tempo

L’impresa, però, non è stata ovviamente priva di ostacoli. I due viaggiatori stanno percorrendo una media di circa 350 miglia (oltre 560 km) al giorno e hanno già dovuto fare i conti con svariati problemi meccanici. A complicare ulteriormente il tragitto è arrivata anche una lunga ispezione da parte delle autorità messicane, che hanno decido di sottoporre il taxi a controlli e perquisizioni. Nonostante tutto, i due amici continuano a macinare chilometri con l’obiettivo di completare il loro singolare tour e riuscire a raggiungere New York in tempo per la finale deiMondiali 2026.