Mondiali 2026, primo storico punto per Curacao: a festeggiare ci sono anche i reali d’Olanda
Festa Curacao: è arrivato il primo storico punto ai Mondiali. Negli spogliatoi insieme a la squadra presenti anche i reali d’Olanda
Nella notte italiana è stata scritta un’altra pagina di storia dei Mondiali. Porta il nome di Curacao, tra le favole più belle di questa nuova (a 48 squadre, per la prima volta) edizione. Dopo il gol segnato contro la Germania (il primo, storico, nel torneo), ora il piccolo paese sta facendo parlare tutti per non aver incassato reti. E per non averne nemmeno segnate. La seconda giornata contro l’Ecuador, infatti, è finita 0-0, regalando alla nazionale il primo storico punto ai Mondiali.
Mondiali 2026, Eloy Room eroe di Curacao
Merito soprattutto del portiere Eloy Room, che ha fatto 15 parate in 90 minuti. Praticamente nessuno come lui, se non Tim Howard che ne fece 16 contro il Belgio nel 2014, ma giocando anche i supplementari. “Ho pensato a mio padre, che è morto a novembre ma oggi era qui con me. Sono confuso, on riesco nemmeno a realizzare cosa sia successo. Ho tante cose per la testa. Ho chiuso gli occhi e ho ripensato alla mia scelta di giocare con Curacao nel 2015 con il sogno di arrivare ai Mondiali. Ho sempre creduto che ce l’avremmo fatta. Ora voglio una statua a Curacao!”, ha dichiarato lui stesso in zona mista dopo il triplice fischio. E così Curacao ha fatto la storia: “Ho dato tutto quello che avevo. E come me la squadra. È incredibile che la nazione più piccola di sempre sia riuscita a ottenere un risultato simile. È segno che siamo un gruppo speciale”.
Festa Curacao negli spogliatoi con i reali d’Olanda
Tanta era l’emozione che il ct Dick Advocaat non è riuscito a trattenere le lacrime, per la seconda volta. Si era già commosso contro la Germania, al primo gol realizzato da Comenencia. Dal campo, poi la festa è proseguita negli spogliatoi. Con tutta la squadra di Curacao anche degli ospiti speciali: il re e la regina d’Olanda Willem e Maxima, che si trovavano in tribuna proprio nello stadio di Kansas City (con tanto di sciarpa). I due sono scesi per complimentarsi e ballare insieme ai giocatori dell’ex colonia. È la magia dei Mondiali.