Mondiali 2026, sconti sulle birre: la misura del governo dell’Ecuador
In Ecuador -20% sulla birra durante i Mondiali 2026 (Shutterstock)
Il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, ha annunciato una riduzione di “oltre il 20%” sul prezzo della birra e di altre bevande per tutta la durata dei Mondiali 2026 appena iniziati. A tale scopo, il governo eliminerà temporaneamente l’Imposta speciale sui consumi (Ice) per tali prodotti. Il provvedimento sarà in vigore fino al 19 luglio, data di chiusura del torneo che si svolge in Messico, Stati Uniti e Canada. L’Ecuador, alla sua quinta partecipazione alla Coppa del Mondo, farà il proprio esordio domenica contro la Costa d’Avorio.
Il giro d’affari dietro i Mondiali 2026
La decisione è stata comunicata nel corso di una manifestazione pubblica tenutasi a El Empalme. Per l’occasione Daniel Noboa si è presentato con la maglia della Nazionale dell’Ecuador e ha sottolineato come l’iniziativa sia stata pensata per offrire un beneficio concreto ai cittadini durante il periodo dei Mondiali 2026. Nelle parole del presidente, la Coppa del Mondo rappresenta un’occasione di aggregazione, in cui parenti e amici si ritrovano per vivere insieme le emozioni delle partite, e il taglio dei prezzi delle bevande vuole contribuire a rendere ancora più piacevoli questi momenti. Lo stop temporaneo all’imposta speciale non interesserà soltanto la birra, ma l’intera categoria delle bevande a bassa gradazione alcolica, generalmente caratterizzate da un contenuto di alcol inferiore al 5%. Nonostante ciò, sarà proprio la birra a trarre il maggior vantaggio dal provvedimento, considerando che si tratta della bevanda alcolica più diffusa e consumata nel Paese. Alla base della scelta c’è anche una precisa strategia economica. L’esecutivo punta infatti a incentivare la spesa dei consumatori nel corso del torneo, sostenendo le attività commerciali che solitamente beneficiano dell’effetto Mondiale. Bar, ristoranti, supermercati e locali pubblici potrebbero così registrare un incremento degli incassi grazie all’aumento della domanda legata all’evento calcistico.