Mondiali 2026, trovati dei casi di doping nella Tunisia: cosa sta succedendo

Icona Autore Andrea Castellano
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Herve Renard (Shutterstock)

Otto calciatori della Tunisia sono stati trovati positivi all’Antidoping: ecco cosa succederà ora

Continua il Mondiale maledetto della Tunisia, nonostante l’eliminazione ai gironi. La squadra africana è stata tra le peggiori nazionali del torneo, con tre sconfitte su tre partite giocate (5-1 contro la Svezia, 4-0 contro il Giappone e 3-1 contro l’Olanda) e il cambio di ct dopo l’esordio. I problemi di Lamouchi con la squadra, infatti, hanno portato la federazione a optare per l’esonero e a chiamare Hervé Renard, che in passato aveva allenato l’Arabia Saudita alla Coppa del Mondo del 2022.

Mondiali 2026, casi di doping nella Tunisia

Ora si è tornati a parlare in negativo della Tunisia. Secondo quanto riportato dal New York Times, infatti, otto calciatori della rappresentativa sarebbe risultati positivi a una sostanza proibita al torneo. Si tratta del clenbuterolo, un farmaco broncodilatatore che è stato vietato dall’Agenzia Mondiale Antidoping. La quantità rilevata comunque è al di sotto della soglia antidoping e non dovrebbe comportare sanzioni per i giocatori. Probabilmente è dovuta a una contaminazione della carne consumata da tutta la squadra durante il proprio ritiro in Messico, a Monterrey. Non si tratta quindi di una scelta intenzionale fatta per modificare e migliorare le proprie prestazioni in campo. Visti anche i risultati poi ottenuti.

Mondiali 2026, aperta un’indagine sulla Tunisia

Un caso del genere si è già verificato ai Mondiali Under 17 del 2011, dove 109 giocatori di diverse nazionali erano risultati positivi. In quell’occasione, la WADA aveva deciso di non comminare sanzioni proprio perché l’alterazione era dovuta al cibo, come in occasione della Tunisia di quest’anno. Nel paese, infatti, la sostanza del clenbuterolo è spesso utilizzata come promotore della crescita negli animali da allevamento. Per quanto accaduto in questi Mondiali 2026, è scattata un’indagine da parte delle autorità per capire davvero come sono andate le cose.