Dal flop in Arabia al riscatto in Qatar: così Mancini è tornato in azzurro

Icona Autore Chiara Scatena
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Mancini, Shutterstock

Roberto Mancini è il nuovo ct della Nazionale. Fin da subito era apparso il candidato più credibile per la panchina azzurra, lasciata bruscamente nel 2023 per approdare su quella araba e poi in Qatar, prima di tornare adesso in Italia.

L’esperienza in Arabia Saudita

Mancini deve attendere quasi due mesi prima di conquistare la prima vittoria alla guida dell’Arabia Saudita. Quel successo apre una striscia di quattro affermazioni consecutive tra Qualificazioni ai Mondiali e Coppa d’Asia, torneo nel quale però la corsa si interrompe già agli ottavi di finale contro la Corea del Sud. Da quel momento i risultati tornano a essere altalenanti. Nelle qualificazioni mondiali l’Arabia alterna vittorie, pareggi e sconfitte, arrivando perfino a mettere a rischio la qualificazione. A risultare decisivo è lo 0-0 contro il Bahrein dell’ottobre 2024, arrivato pochi giorni dopo il ko casalingo con il Giappone. La Federcalcio saudita comunica così la risoluzione consensuale del contratto, che sarebbe scaduto nel 2027. Il bilancio è modesto: 18 partite, 7 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte, con una media di 1,44 gol segnati a gara, ben lontana dai 2,17 fatti registrare durante la sua esperienza sulla panchina dell’Italia.

Come è andata in Qatar

Rimasto senza incarico, nel novembre 2025 riparte dal Qatar, accettando la proposta dell’Al Sadd. Questa volta le cose vanno decisamente meglio: in 25 partite arrivano 17 vittorie, un pareggio e 7 sconfitte. Sfiora la Qatar Cup, persa soltanto in finale contro l’Al Gharafa, mentre in Champions asiatica viene eliminato ai quarti dal Vissel Kobe ai rigori. Il capolavoro arriva però in campionato. L’Al Sadd conquista il titolo dopo un finale al cardiopalma: già campione con un turno d’anticipo, vede tutto rimesso in discussione da un ricorso accolto dell’Al Shamal, ma all’ultima giornata batte proprio la rivale 3-2 e si riprende definitivamente il primo posto.

Il nuovo inizio azzurro

Nel frattempo Mancini inizia anche a guardarsi indietro. In più occasioni ammette pubblicamente di essersi pentito dell’addio alla Nazionale. “Tornassi indietro non lascerei l’Italia. Ci sono state incomprensioni, ma con più dialogo tutto sarebbe potuto continuare”, confessa nel giugno 2025. Parole che allora restano senza conseguenze: Gravina è ancora presidente federale e il flop in Arabia pesa inevitabilmente sul suo curriculum. Il rilancio in Qatar, però, cambia la percezione del suo lavoro. In totale, dopo aver lasciato l’Italia, Mancini allena 43 partite: le prime 18 in Arabia Saudita, deludenti, e le successive 25 all’Al Sadd, dove conquista un campionato e lascia un ottimo ricordo. È da quel riscatto, unito al rimpianto mai nascosto per l’addio del 2023, che prende forma il ritorno sulla panchina della Nazionale. Il Mancini bis può finalmente cominciare.