Il genio dei Mondiali: chi vince secondo l’algoritmo del guru

Icona Autore Iacopo Erba
Icona tempo di lettura 2 minuti di lettura
Mondiali, Trionda (Shutterstock)

Mondiali, Trionda (Shutterstock)

Da semplice esperimento statistico a fenomeno capace di attirare l’attenzione degli appassionati di calcio di tutto il mondo. L’algoritmo sviluppato dall’economista e matematico tedesco Joachim Klement continua a far discutere dopo aver previsto correttamente gli ultimi tre campioni del mondo: Germania nel 2014, Francia nel 2018 e Argentina nel 2022. Un risultato sorprendente che ha trasformato un modello nato per evidenziare i limiti delle previsioni economiche in uno degli strumenti più osservati alla vigilia dei grandi tornei internazionali.

Come funziona l’algoritmo

Il sistema elaborato da Klement non si basa esclusivamente sui valori tecnici delle nazionali. Il modello combina infatti diversi indicatori, tra cui ranking FIFA, PIL pro capite, popolazione e diffusione della cultura calcistica all’interno del Paese. Tra le variabili considerate figura anche il fattore climatico, con una particolare attenzione alle condizioni ambientali ritenute più favorevoli al rendimento delle squadre. Lo stesso autore, tuttavia, sottolinea come nessun algoritmo possa eliminare l’imprevedibilità del calcio: secondo i suoi studi, circa il 45% dell’esito finale di un Mondiale dipende ancora da episodi casuali, infortuni e singole partite.

Chi vincerà nel 2026

In vista della Coppa del Mondo del 2026, che si disputerà tra Stati Uniti, Messico e Canada, il modello individua nell’Olanda la principale candidata alla vittoria finale. Secondo la simulazione, gli Oranje supereranno la Spagna in semifinale e affronteranno il Portogallo nell’ultimo atto del torneo, imponendosi nella gara decisiva. Tra le sorprese più significative figurano l’eliminazione del Brasile agli ottavi di finale contro il Giappone e dell’Argentina campione in carica ai quarti contro i lusitani stessi. Pronostici che, come accaduto nelle precedenti edizioni, alimentano il dibattito tra chi crede nella forza dei numeri e chi continua a considerare il calcio uno sport impossibile da prevedere.