Mondiali, alla scoperta di Trionda: il pallone che aiuterà gli arbitri al VAR
Mondiali, Trionda (Shutterstock)
Il protagonista dei Mondiali del 2026 sarà sempre il pallone. Ma questa volta in chiave differente. Lo strumento indispensabile per l’arte del calcio, non sarà solo il mezzo utilizzato dalle 48 squadre per vincere le partite, ma sarà un vero e proprio punto di riferimento per addetti ai lavori e arbitri. Entriamo maggiormente nel dettaglio. Ribattezzato Trionda, per conoscere il nuovo prodotto dell’Adidas dobbiamo andare oltre la sua protezione di cuoio. Lì dove tutti i palloni ormai nascondono i più classici dei sensori, Trionda si presenta come qualcosa di ancora più rivoluzionario. Un’evoluzione ancora più sofisticata della tecnologia connessa di Al Rihla, il pallone dei Mondiali in Qatar del 2022. Stando a quanto comunicato dalla FIFA, all’interno di Trionda sarebbero stati inseriti dei sensori avanzati con un duplice obiettivo: fornire informazioni il più dettagliate possibile all’arbitro e alla sala VAR e raccogliere dati e statistiche precise sulla partita.
Trionda, anche per gli arbitri: come funziona
Trionda non si sostituirà al VAR, ma ne diventerà un grande alleato. La funzione principale del sistema che è stato integrato a Trionda sarà quella di registrare con la massima precisione il momento esatto in cui il pallone viene toccato da un calciatore. Un dettaglio apparentemente ininfluente, ma fondamentale per risolvere alcune situazioni intricate come: fuorigiochi millimetrici e presunti calci di rigore in area di difficile lettura. Ma come funziona? I sensori presenti all’interno di Trionda raccolgono le informazioni e le spediscono in tempo reale all’arbitro e alla alla Video Operation Room, la sala da dove VAR e A.VAR supporteranno il direttore di gara. In questo modo, a disposizione dei direttori di gara e dei loro assistenti ci sarà uno strumento particolarmente dettagliato che cercherà di ridurre il margine d’errore.
Trionda e il problema della ricarica: come è stato risolto
Essendo un complesso insieme di sensori e sistemi tecnologici avanzati, ovviamente, Trionda necessità di essere ricaricato come ogni altro dispositivo elettronico. In tal senso, Adidas ha pensato e applicato una serie di interventi per evitare che il pallone dei Mondiali del 2026 possa scaricarsi durante le partite, venendo meno quindi alla sua funzione secondaria (dopo quella pratica del calcio). Il primo intervento prevede una sorta di risparmio energetico. Quando il pallone non è in funzione e, quindi, a bordocampo entra in ibernazione. In questo modo riduce al minimo il consumo di energia elettrica, prelevandola per le fasi di gioco. In ogni caso, la sua durata può arrivare fino alle 6 ore e basterebbe questo per eliminare il rischio ‘scaricamento’. Per quel che riguarda la ricarica, invece, non ci sono cavi, porto fisiche o connettori esterni. Tutto avviene attraverso un sistema wireless dedicato che in circa 90 minuti ricarica completamente Trionda.