Nazionale, il retroscena sulla scelta del ct: diversi rifiuti prima di arrivare a Pirlo
Pirlo (Shutterstock)
La strada sembra ormai tracciata: salvo sorprese, sarà Andrea Pirlo il nuovo commissario tecnico della Nazionale. Dopo il definitivo no di Pep Guardiola, la scelta di Paolo Maldini e Leonardo, alla guida del nuovo progetto Club Italia, è ricaduta sull’ex centrocampista, considerato il profilo ideale per avviare un nuovo ciclo.
Perché è stato scelto Pirlo
Pirlo, che sta lavorando alla risoluzione del contratto con lo United FC Dubai, avrebbe già dato il proprio assenso ed è in contatto da giorni con la dirigenza federale. L’annuncio, inizialmente atteso già nelle prossime ore, potrebbe slittare di poco per questioni burocratiche, ma l’esito viene considerato ormai indirizzato. La scelta riflette la linea voluta da Maldini e Leonardo: puntare su un allenatore giovane, in sintonia con il nuovo corso tecnico e con una visione condivisa. Un profilo più esperto e con maggiore personalità, come Roberto Mancini o Antonio Conte, avrebbe rischiato di entrare in contrasto con il nuovo assetto dirigenziale.
Chi sono gli altri allenatori contattati
Non sono però mancate le perplessità. All’interno del mondo federale e tra gli addetti ai lavori c’è chi ritiene rischioso affidare la panchina della Nazionale a un tecnico con un’esperienza ancora limitata. Prima di convergere su Pirlo erano stati valutati anche Thiago Motta, che avrebbe declinato, e Raffaele Palladino, mentre la candidatura di Silvio Baldini non ha mai trovato il consenso della Lega di Serie A. Ora resta soltanto l’ultimo passaggio formale. La firma del presidente Giovanni Malagò renderà ufficiale la nomina e aprirà una nuova fase per la Nazionale, chiamata a ricostruire il proprio futuro con un progetto pensato sul lungo periodo.