Inter, la reazione al caso Rocchi: società irritata

Icona Autore Iacopo Erba
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Giuseppe Marotta, Inter (Shutterstock)

Giuseppe Marotta, Inter (Shutterstock)

L’inchiesta della Procura di Milano ha scosso dalle fondamenta il calcio italiano, riportando alla ribalta scenari che ricordano i momenti più critici del passato. Al centro del caso ci sono il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni, entrambi indagati per concorso in frode sportiva. L’indagine riguarda in particolare il campionato di Serie A 2024-2025 e si focalizza su presunte irregolarità nelle designazioni arbitrali e nella gestione del Var. Secondo i magistrati, Rocchi avrebbe avuto un ruolo attivo nell’orientare alcune decisioni tecniche e nella scelta dei direttori di gara. Un’accusa pesante, che ha già portato all’autosospensione dello stesso Rocchi e che sta generando forti ripercussioni sull’intero sistema calcistico. 

Tra silenzi e fastidi


Il nome dell’Inter compare nelle carte dell’inchiesta, ma senza che vi siano al momento tesserati coinvolti. Il club nerazzurro ha scelto una linea di assoluto silenzio ufficiale, evitando dichiarazioni pubbliche nelle ore successive alla notizia. Tuttavia, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, all’interno della società prevalgono sorpresa e irritazione per l’accostamento al caso. La posizione è netta: non ci sarebbero elementi concreti che colleghino direttamente il club alle ipotesi di reato contestate. Anzi, filtra la convinzione di essere completamente estranei ai fatti. Il riferimento alle presunte designazioni “gradite” viene quindi vissuto con fastidio, soprattutto per le possibili ripercussioni mediatiche in un momento cruciale della stagione. Curiosamente, peraltro, quelle due partite l’Inter le perse poi entrambe.

Cosa è successo


Secondo quanto emerso dalle indagini, uno dei filoni principali riguarda presunti “aggiustamenti” nelle designazioni arbitrali, con l’ipotesi che Rocchi abbia scelto direttori di gara ritenuti favorevoli all’Inter in alcune partite decisive. Tra gli episodi sotto osservazione figurano anche interventi (non permessi dal regolamento) sulla sala Var, come nel caso di Udinese-Parma, dove si sospetta un’influenza esterna sulle decisioni arbitrali. Parallelamente, Gervasoni è indagato per presunte pressioni esercitate su un addetto Var durante una gara del 2025, con l’obiettivo di indirizzare una revisione arbitrale. L’intera vicenda resta in fase preliminare e dovrà essere verificata nel corso dell’iter giudiziario, ma ha già prodotto un effetto dirompente sul calcio italiano, riaccendendo il dibattito su arbitri, Var e integrità della competizione.