Milan, col Benfica un ko che pesa: confronto Cardinale-Amorim

Icona Autore Iacopo Erba
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Ruben Amorim (Shutterstock)

Il Milan stecca pesantemente l’esordio in Europa League contro il Benfica e Ruben Amorim diventa il principale bersaglio delle critiche. Il tecnico portoghese ha sorpreso tutti con un turnover inutilmente ampio a metà settembre, affidandosi anche a giocatori come Terracciano e Bartesaghi, all’esordio nella competizione, e Hutchinson, alla prima a San Siro. Una scelta che non ha pagato e che ha contribuito a una prestazione confusa, con il Milan incapace di dare continuità al proprio gioco. I fischi di San Siro, prima all’intervallo e poi al termine della partita, raccontano il malumore di un ambiente che vede una squadra ancora alla ricerca di una precisa identità.

Parole su cui riflettere

A rendere ancora più complicata la posizione di Amorim sono state però le sue stesse dichiarazioni. Appena una decina di giorni fa l’allenatore aveva assegnato un 10 al mercato del Milan, manifestando soddisfazione per il lavoro svolto insieme a Cardinale e alla struttura societaria. Prima della sfida con il Benfica, invece, ha chiesto tempo per lavorare e ammesso di non avere una rosa perfettamente adatta alla propria idea di calcio. Un cambio di prospettiva che ha fatto parecchio rumore, soprattutto considerando che la costruzione della squadra è avvenuta con il coinvolgimento diretto della proprietà. Gerry Cardinale, inevitabilmente, vuole quindi capire cosa non stia funzionando.

Tavola rotonda

Il patron rossonero è pronto a confrontarsi con Amorim e Calvelli per analizzare una fase diventata improvvisamente delicata. Il Milan è tornato subito al lavoro a Milanello in vista del Lecce e la prestazione contro il Benfica sarà uno degli argomenti centrali del confronto, insieme alle ultime uscite contro Juventus e Lazio. Il sostegno ad Amorim, almeno per il momento, resta confermato: il tecnico avrà dunque la possibilità di correggere la rotta. Ma la condizione è chiara e lo stesso portoghese l’aveva già indicata: per ottenere tempo al Milan bisogna vincere. Da qui passa la necessità di maggiore equilibrio nella formazione, nella gestione del gruppo e nelle dichiarazioni.